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Green pass, come funziona dal 6 agosto. Dai ristoranti alle scuole: tutte le regole

·6 minuto per la lettura
(Photo: Stefano Guidi via Getty Images)
(Photo: Stefano Guidi via Getty Images)

Venerdì 6 agosto entrerà in vigore il decreto del governo che obbliga i cittadini a presentare il green pass per svolgere una serie di attività, tra le quali mangiare al ristorante, partecipare ad eventi sportivi e culturali, andare in palestra o al cinema. Dovrà essere mostrato da tutti i cittadini di età superiore ai 12 anni. Sono esentati “i soggetti che hanno idonea certificazione medica”. Il decreto stabilisce che in zona bianca è valido il green pass ottenuto dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino e ha una validità di 9 mesi. Nelle zone gialla, arancione e rossa il green pass ottenuto dopo la prima dose è valido per accedere a tutti “i servizi e le attività consentiti e alle condizioni previste per le singole zone”.

Potrà ottenere il green pass chi ha un certificato di guarigione nei precedenti sei mesi, oppure ha effettuato un test molecolare o antigenico o salivare nelle 48 ore precedenti e ha avuto esito negativo. Per scaricare il green pass bisogna aver ricevuto un sms con il codice Authcode che dovrà essere inserito sulla pagina Internet dgc.gov.it oppure sulla app Immuni. Sulla app IO, invece, compare direttamente. Chi non riesce a scaricare il green pass può esibire il certificato cartaceo.

Ristoranti e bar

Sarà necessario presentare il green pass se si vuole andare al ristorante, nei pub, nelle gelaterie e pasticcerie al chiuso e sedersi al tavolo. Non sarà necessario per chi consumerà all’aperto né sarà necessario per chi consumerà al bancone. Al chiuso è previsto un numero massimo di sei persone al tavolo.
Per i banchetti a seguito di cerimonie civili e religiose il green pass era già stato previsto. Non c’è un numero massimo di persone a tavola. Il buffet rimane consentito “mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto”. La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. Ricordiamo che in zona gialla si può andare nei ristoranti e nei bar al chiuso fino alle 18. In zona arancione e rossa i ristoranti sono aperti soltanto per l’asporto e la consegna a domicilio fino alle 22, i bar fino alle 18 , le vinerie e le enoteche fino alle 22.

Palestre, piscine e circoli sportivi

Per svolgere l’attività sportiva al chiuso sarà obbligatorio esibire il green pass. L’elenco delle attività comprende: piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive.

Stadi e palazzetti

Negli stadi e nei palazzetti dello sport in zona bianca, “la capienza consentita non può essere superiore al 50 % di quella massima autorizzata all’aperto e al 30 % al chiuso”. In zona gialla “la capienza consentita non può essere superiore al 25 % di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso”. Rimangono validi “i protocolli attualmente in vigore che prevedono l’assegnazione preventiva dei posti per consentire l’eventuale tracciamento dei casi positivi, il distanziamento quando ci sono gli assembramenti e comunque dei posti a sedere, ingressi separati dalle uscite, l’utilizzo della mascherina al chiuso”. Il decreto prevede che “quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni previste dai protocolli, gli eventi e le competizioni sportivi si svolgono senza la presenza di pubblico”.

Eventi e spettacoli

Il green pass dovrà essere esibito per spettacoli aperti al pubblico, musei, istituti e luoghi della cultura, mostre, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi limitatamente alle attività al chiuso, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Limiti sulla capienza ben specificati. In zona bianca e in zona gialla “gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere pre-assegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale»”
È obbligatorio indossare la mascherina e mantenere il distanziamento.
In zona bianca “la capienza consentita non può essere superiore al 50 % di quella massima autorizzata all’aperto e al 30 % al chiuso nel caso di eventi con un numero di spettatori superiore rispettivamente a 5.000 all’aperto e 2.500 al chiuso”. In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 50 % di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli all’aperto e a 1.000 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Se non si possono rispettare i protocolli “sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico”.

Multe e sanzioni

I cittadini che non hanno il green pass rischiano la multa fino a 400 euro, ridotta se pagata entro cinque giorni. Per gli esercenti “dopo due violazioni commesse in giornate diverse, si applica, a partire dalla terza violazione, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura da uno a dieci giorni”.

Chi potrà controllare il green pass

Oltre alle forze dell’ordine, dovranno procedere al controllo del green pass tutti i titolari o i gestori dei servizi e delle attività in cui è obbligatorio. L’operazione avverrà tramite l’utilizzo di VerificaC19, l’applicazione nazionale che permette di verificare la validità delle certificazioni, anche senza connessione internet. I verificatori potranno anche richiedere l’esibizione di un documento di identità, per controllare la corrispondenza dei dati anagrafici mostrati dall’applicazione.

Ci saranno sconti sui tamponi?

Il governo ha autorizzato la creazione di un protocollo d’intesa tra il Commissario straordinario per l’emergenza, le strutture sanitarie e le farmacie per assicurare la somministrazione dei tamponi a prezzo di costo fino al prossimo 30 settembre.

Scuola

Green pass obbligatorio per il personale della scuola. È l’orientamento che, a quanto si apprende, è stato confermato dalla cabina di regia del governo in vista del Consiglio dei ministri odierno. Resta ancora da definire, spiegano fonti di governo, il quadro delle sanzioni per il personale scolastico che non ha il Green Pass. Di certo, sottolineano le stesse fonti, chi non potrà recarsi al lavoro perché non dotato di certificazione verde sarà considerato assente ingiustificato.

Trasporti

Dovrebbe scattare dal 1 settembre l’obbligo di Green Pass per i trasporti, senza anticipazioni ad agosto come qualcuno nel governo sperava, così da consentire l’organizzazione dei controlli.

La certificazione dovrebbe essere richiesta per i treni a lunga percorrenza - Alta velocità, Intercity, con un aumento dei posti disponibili per gli utenti (la capienza sale dal 50 all′80%) - e per i traghetti extraregionali, e non per quelli che viaggiano all’interno della stessa Regione. Il Green Pass non servirà, dunque, per circolare su autobus, metropolitane e treni regionali. Per quanto riguarda i bus il green pass dovrebbe essere richiesto solo per i tragitti che attraversano almeno due regioni.

Dovrebbe essere escluso anche lo stretto di Messina ma una riflessione è ancora in corso. Per quanto riguarda i bus il green pass dovrebbe essere richiesto solo per i tragitti che attraversano almeno due regioni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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