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Green pass e vaccini lavoratori, sindacati vedono Draghi

·4 minuto per la lettura

Sui vaccini e il Green pass obbligatori per i lavoratori "il governo si è riservato di fare delle valutazioni e ha detto che terrà conto delle valutazioni e dei ragionamenti che abbiamo avanzato". A sottolinearlo è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e i leader dei sindacati. Nel corso dell’incontro con il presidente del Consiglio, "abbiamo detto che il Green pass non può diventare uno strumento che le aziende possono utilizzare per demansionare, licenziare o discriminare i lavoratori e le lavoratrici", ha aggiunto Landini.

Il sindacalista sottolinea che, anche se il governo dovesse decidere di introdurre una norma "l'obbligo delle vaccinazioni non può essere in alcun modo utilizzato per fare distinzioni o discriminazioni, sul piano lavorativo, tra coloro che si sono vaccinati e persone che non sono vaccinate", tra cui c'è anche chi non può fare il vaccino. ''In molti casi ci sono persone che hanno problemi sanitari e di fragilità e quindi, a maggior ragione, devono essere valorizzati all'interno dei luoghi di lavoro".

"Su questo punto - dice - deve essere il governo a fare una valutazione. Per quello che ci riguarda una norma di questa natura non potrebbe portare al licenziamento per chi non si vaccina" ''Le forzature in questa fase sono controproducenti all'obiettivo di estendere la vaccinazione, che per noi rimane l'obiettivo fondamentale e centrale, perché il virus si sconfigge proprio in questa direzione".

Il governo ''ha capito la nostra posizione'', dice Landini. ''Non è attraverso un accordo sindacale che si fa un obbligo" di vaccinazione per i lavoratori. "Per noi non esiste alcun accordo sindacale che possa sancire l'obbligo, perché su una materia di questa natura l'obbligo può essere sancito solo da una norma legislativa che, finora, è stata fatta solo per alcuni lavoratori nel settore della sanità e quindi, da un certo punto di vista, questa è una scelta che deve fare il governo", sottolinea.

''Non abbiamo nulla in contrario sul green pass'' ma l'obbligo di vaccinazione ''può essere definito solo da una normativa di legge che non può fare che il parlamento e il governo", rimarca Landini. ''Ci devono essere norme e valutazioni che deve fare il governo e noi non vogliamo assolutamente sostituirci in quella direzione''.

"Sulle questioni salute, sicurezza, ritiro dei licenziamenti, investimenti e pnrr", il governo "si è impegnato, a fine agosto e primi di settembre, a convocare un incontro apposito per proseguire la discussione con le organizzazioni sindacali, ha spiegato ancora.

"Per quanto ci riguarda, sulla obbligatorietà dei vaccini e sul Green pass c'è un accordo sulla sicurezza sottoscritto dalle parti sociali e recepito da un decreto. Qualsiasi tentativo di modificare quell'accordo ha bisogno di una legge. Se lo ritengono, Parlamento e governo si assumano la responsabilità di intervenire", ha quindi aggiunto il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri. "Abbiamo ricordato che, facendo un giro per il mondo, l'unico paese nel quale è prevista l'obbligatorietà dei vaccini è l'Arabia Saudita. E non mi pare un punto di riferimento per il nuovo rinascimento. E' un argomento sul quale abbiamo necessità di confrontarci", ha spiegato ancora.

"Se il governo, sulla base di dati scientifici e sanitari, ritiene che ci sia una fondata preoccupazione sulla ripartenza del covid, nella sua autonomia può adottare una norma che valga non solo per i lavoratori ma per l'insieme dei cittadini", ha poi affermato Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, lasciando Palazzo Chigi.

"Abbiamo rappresentato al presidente Draghi la volontà ad aprire un confronto con le associazioni datoriali e con lo stesso governo nella prospettiva di migliorare rafforzare i contenuti degli accordi che abbiamo sottoscritto e per sostenere la campagna di vaccinazione nei luoghi di lavoro - ha aggiunto il segretario della Cisl - in questo ultimo anno e mezzo, per effetto dei protocolli su salute e sicurezza, non abbiamo registrato focolai nelle aziende. Bisogna portare avanti in maniera più profonda la campagna di vaccinazione aprendo hub e applicando per intero i contenuti che abbiamo sottoscritto, cominciando dal pieno rispetto dell'uso dei dispositivi di protezione individuale".

Sbarra ha concluso: "Il governo si è riservato di adottare decisioni e determinazioni, noi siamo disponibili a rafforzare i documenti condivisi e sul sostegno alla campagna di vaccinazione. In questi 4 mesi si è fatto poco, si potrebbe migliorare allargando i poli di vaccinazione in tutti i luoghi di lavoro".

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