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Green pass, ecco perché condividerlo sui social è un rischio

·3 minuto per la lettura
Green pass, ecco perché condividerlo sui social è un rischio
Green pass, ecco perché condividerlo sui social è un rischio

Postare il codice qr sui social network potrebbe anche favorire furti di identità. Il Garante della privacy spiega perché è meglio evitare

Sono più di 5 milioni gli italiani che hanno già scaricato il green pass in Italia. Il certificato consente di viaggiare, partecipare a eventi e spostarsi tra i diversi Paesi europei. Probabilmente anche per tornare in discoteca servirà esibire il codice qr, che attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione o la negatività a un test per Covid-19. Attenzione, però, a postarlo con disinvoltura sui social perché significa condividere una marea di informazioni personali.

DA CONDIVIDERE SOLO SU RICHIESTA

La nuova moda social sembra essere quella di condividere il certificato verde sui vari social. Bisognerebbe, invece, mostrarlo solo al personale incaricato per legge al suo controllo. Buttare il proprio codice qr in pasto al popolo social, un trend che segue il selfie al momento del vaccino, significa spalancare l’accesso a tutti ad una sfilza di dati personali.

LA RACCOMANDAZIONE DEL GARANTE DELLA PRIVACY

Il codice qr è la chiave che spalanca l’accesso ai dati personali e sensibili. Non solo dati anagrafici, ma anche sanitari: si può sapere quale vaccino è stato somministrato, quante dosi, se in passato si è stati malati di Covid, e l’esito dei tamponi effettuati. Tutte queste informazioni non si notano ad occhio nudo, ma basta avere uno strumento per decifrare il codice, come un’app per esempio, e il gioco è fatto . "Quel qr code è una miniera di dati personali invisibili a occhio nudo ma leggibili da chiunque avesse voglia di farsi i fatti nostri”, spiega Guido Scorza, avvocato e componente del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali in un video social: “Chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto, il tipo di vaccino, se abbiamo avuto il Covid e quando, se abbiamo fatto un tampone, quando e il suo esito e tanto di più”.

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EVITARE FURTI DI IDENTITÀ

Nel video viene spiegato anche come il codice sia da esibire solo alle forze dell’ordine e al personale autorizzato per legge a richiederlo, come il personale di sicurezza degli eventi, quello delle strutture ricettive o delle compagnie dei trasporti. Condividerlo sui social network aumenta il rischio di furti di identità, discriminazioni o truffe mirate e profilazioni commerciali. Insomma, non è affatto una buona idea. Se proprio no si riesce a resistere, sarebbe il caso almeno di evitare di condividere il codice qr ma solo la notizia del rilascio del green pass.

GREEN PASS, COME OTTENERLO

Ci sono più modi per ottenere il green pass. Dal sito del governo, tramite il Fascicolo sanitario elettronico, dall’app Immuni o dall’app IO. Il modo più veloce per ottenerlo è tramite l’app IO ma bisogna avere lo Spid o la Carta di identità elettronica (Cie). C’è poi anche la strada del Fasciolo sanitario elettronico, al quale si accede sempre con lo Spid. In molti hanno poi ricevuto un sms o una mail con il link per ottenere il green pass. Il certificato sarà attivo dal 1° luglio per muoversi all’interno dell’Unione europea.

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