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Green Pass obbligatorio, farmacisti: "Pronti a tamponi rapidi anche nei giorni chiusura"

·2 minuto per la lettura

Green Pass obbligatorio sul lavoro e possibilità di fare tamponi rapidi anche nei giorni di chiusura delle farmacie. "La Federazione degli Ordini dei farmacisti propone che le farmacie, su base volontaria e previa autorizzazione dell’Asl competente, possano operare anche durante gli orari e le giornate di chiusura esclusivamente per l’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi" annuncia in una nota la Fofi, la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani. "In questo modo sarebbe possibile ampliare ulteriormente l’offerta ai cittadini non vaccinati ed eseguire un numero maggiore di test, senza creare difficoltà al normale svolgimento del servizio farmaceutico".

La Federazione "si augura che si tenga nella debita considerazione questa soluzione, che consentirebbe una più agevole applicazione delle misure di prevenzione del contagio entrate in vigore lo scorso 15 ottobre".

"L'introduzione dell'obbligo del Green pass per l'accesso ai luoghi di lavoro poteva determinare gravi difficoltà in tutto il Paese: se questo non è accaduto lo si deve all'impegno dei farmacisti di comunità, che hanno affrontato una situazione che non ha precedenti in Europa, quando nel giro di 3 giorni il numero dei test eseguiti è più che raddoppiato. In tutto il Paese, anche nelle aree più industrializzate e nelle altre in cui più forte è stata la richiesta, i cittadini non vaccinati" contro Covid-19 "hanno potuto accedere ai tamponi rapidi in modo ordinato". La Federazione "ringrazia tutti i colleghi che si stanno prodigando anche in queste ore attuando l'orario continuato, prevedendo aperture straordinarie anche domenicali per effettuare i test su appuntamento, aumentando la presenza del personale".

"Uno sforzo organizzativo - sottolinea la Fofi - che non ha comunque impedito ai farmacisti di continuare ad assicurare la normale assistenza. Ma è proseguita anche l'opera di informazione verso il pubblico, che sicuramente ha contribuito all'aumento delle prime dosi" di vaccino "registrato in questi giorni".

"Anche in questa circostanza si è dimostrato il valore della presenza capillare di farmacisti sul territorio, della loro capacità di rispondere all'evolversi delle richieste in tempi brevissimi, come peraltro è sempre accaduto in questi mesi di emergenza pandemica. La Federazione è convinta che il Governo, nell'attuare la riprogettazione dell'assistenza di prossimità, non potrà che attribuire ai farmacisti italiani quel ruolo centrale sul territorio che hanno dimostrato di saper svolgere al servizio della collettività", conclude la nota.

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