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Greggio, Brent segna massimi due anni, migliori livelli da 2018 per benchmark Usa

·2 minuto per la lettura
Una pompa petrolifera nel bacino del Permiano

di Shadia Nasralla

Londra (Reuters) - I prezzi del petrolio proseguono il rally sui segnali di una forte domanda di carburante nelle economie occidentali, mentre si allontana la prospettiva di un ritorno sul mercato delle forniture iraniane con il segretario di Stato Usa che ha affermato che un ritiro delle sanzioni è improbabile.

Alle 11,30 i futures sul Brent sono in rialzo di 22 centesimi, o dello 0,3%, a 72,44 dollari al barile dopo aver toccato i 72,83 dollari, i massimi dal 20 maggio 2019. Il Brent ha chiuso ieri in rialzo dell'1%.

I futures sul greggio USA avanzano di 20 centesimi, o lo 0,3%, a 70,26 dollari al barile, dopo aver raggiunto i 70,62 dollari al barile, i massimi livelli dal maggio 2018. I prezzi del greggio hanno guadagnato ieri l'1,2%.

Ieri la Energy Information Administration (Eia) statunitense ha previsto una crescita del consumo di carburante negli Stati Uniti, primo consumatore al mondo, pari a 1,39 milioni di barili al giorno.

I dati dell'Api hanno mostrato un calo delle scorte di petrolio greggio la scorsa settimana, ulteriore segnale rialzista. [API/S]

I dati sulle riserve di petrolio da parte dell'Eia sono attesi intorno alle 16,30. [EIA/S]

Nelle ultime settimane i guadagni sono stati limitati poiché gli investitori avevano previsto un ritiro delle sanzioni sulle esportazioni di greggio iraniano e che le forniture di petrolio sarebbero aumentate quest'anno in seguito ai progressi dei colloqui per un accordo sul nucleare.

Tuttavia il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha affermato ieri che anche se Iran e Stati Uniti dovessero rientrare nell'accordo sul nucleare, le centinaia di sanzioni Usa nei confronti di Teheran resteranno.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione Stefano Bernabei, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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