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Greggio in calo a 62 dlr su incertezza trattative commerciali

Alcuni gasdotti e serbatoi di stoccaggio della Enbridge Inc. presso lo stabilimento di Cushing.

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio continuano a calare e segnano 62 dollari il barile, a causa dei pochi progressi nelle trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina così come sull'attesa di un aumento delle scorte di greggio statunitense.

CNBC ha citato ieri una fonte governativa cinese secondo cui l’umore a Pechino è pessimista, rispetto alle prospettive di una firma dell'accordo. La guerra dei dazi ha danneggiato le prospettive per la crescita economica e ha influenzato le aspettative sulla domanda di petrolio.

I futures sul Brent scambiano in ribasso di 41 centesimi a 62,03 dollari il barile alle ore 11,20 italiane. Giovedì scorso aveva raggiunto i 63,65 dollari, ai massimi dal 24 settembre. I futures sul greggio Usa scambiano in ribasso di 45 centesimi a 56,60 dollari il barile.

"Le notizie poco incoraggianti sulle tensioni commerciali che arrivano dalla Cina potrebbero aver ostacolato il rally", secondo Craig Erlam, analista di Oanda. "Stiamo vedendo sicuramente meno slancio nei recenti rally".

I prezzi calano anche in seguito all'aspettativa di un ulteriore aumento delle scorte di greggio statunitense.

La stima media di un sondaggio di sei analisti intervistati da Reuters per le scorte di greggio indica un aumento di circa 1,1 milioni di barili nella settimana precedente. Si tratta del quarto incremento settimanale consecutivo.

L'Api pubblicherà oggi il rapporto sulle scorte settimanali prodotti petroliferi alle 22,30 italiane, mentre i dati governativi sono previsti per domani.

Le tensioni in Medio Oriente, dove operano l'Arabia Saudita e altri importanti membri dell'Opec, hanno sostenuto in parte i prezzi.

Alcuni manifestanti in Iraq hanno bloccato oggi un porto commerciale, mentre dimostranti hanno occupato le strade in Iran per protestare contro l'aumento dei prezzi del petrolio.