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Greggio in calo, mercato ignora crisi petrolifera in Libia

Un impianto petrolifero a Ras Lanuf, in Libia

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio perdono più dell'1% sulle attese che un mercato con una buona offerta sarà in grado di assorbire le interruzioni della produzione di greggio in Libia, ridotta agli sgoccioli.

I futures sul Brent scambiano in ribasso di 96 centesimi a 64,24 dollari il barile intorno alle 12,15 italiane, dopo aver toccato ieri i massimi di oltre una settimana. I futures sul greggio Usa cedono 69 centesimi a 57,81 dollari il barile.

"Gli investitori sembrano meno preoccupati per le interruzioni all'offerta in Medio Oriente, o almeno per il rischio di interruzioni, grazie all'impressionante crescita della produzione statunitense vista negli ultimi anni", osserva Ing.

Quasi tutta la capacità di esportazione di greggio libico è adesso sotto 'force majeure' - una deroga agli obblighi contrattuali - dopo che i blocchi agli oleodotti a est e a ovest del paese hanno ostacolato la produzione di petrolio.

Le proteste antigovernative in Iraq, altro importante produttore petrolifero, hanno sostenuto inizialmente i prezzi. Tuttavia, funzionari hanno poi affermato che la produzione nei campi petroliferi meridionali non è stata influenzata dai disordini.

Interruzioni dell'offerta potrebbero essere compensate da un aumento di produzione da parte dell'Opec, limitando l'impatto sul mercato petrolifero globale, ha affermato il presidente della Petroleum Association of Japan Takashi Tsukiokathe.

Secondo Ing la capacità di riserva dell'Opec, in eccesso di 3 milioni di barili al giorno, è rassicurante per il mercato.

Barclays stima un aumento della domanda di petrolio nel 2020 di 1,4 milioni di barili al giorno, in rialzo di 50.000 barili al giorno rispetto alla precedente previsione e superiore alla crescita di 900.000 barili al giorno del 2019.


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