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Greggio in calo sotto 60 dlr, virus cinese alimenta timori su domanda

Un poliziotto presso il giacimento petrolifero del West Qurna-1, gestito da ExxonMobil, a Bassora, in Iraq.

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio estendono le perdite, scendendo sotto la soglia dei 60 dollari per la prima volta in quasi tre mesi, mentre il bilancio delle vittime del coronavirus in Cina continua a salire e molte aziende sono costrette a restare chiuse, alimentando le aspettative di un rallentamento della domanda di petrolio.

Intorno alle 10,50 italiane, i futures sul Brent scambiano in ribasso di 2 dollari il barile, o del 3,30%, a 58,69 dollari, ai minimi da fine ottobre. L'ultima volta che i prezzi del petrolio sono scesi sotto i 60 dollari era l'1 novembre.

I futures sul greggio Usa scambiano in ribasso di 1,82 dollari, o del 3,36%, a 52,37 dollari.

Anche i mercati azionari mondiali perdono terreno a causa dei crescenti timori degli investitori per l'allargarsi della crisi in Cina. Di contro si impenna la domanda per asset rifugio, come lo yen giapponese e i titoli del Tesoro Usa.

Il ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita, il principe Abdulaziz bin Salman Al-Saud, ha detto oggi che l'Opec e i produttori alleati guidati dalla Russia possono aiutare a bilanciare i mercati petroliferi in risposta a eventuali cambiamenti della domanda.

I mercati sono "principalmente guidati da fattori psicologici e aspettative estremamente negative adottate da alcuni investitori nonostante l'impatto molto limitato (del virus) sulla domanda petrolifera mondiale", ha detto il ministro.

"I timori degli investitori per la domanda di petrolio sono aumentati considerevolmente, guidati da scorte Usa sfavorevoli e ... dai timori sull'impatto dell'epidemia di coronavirus", scrive in una nota Goldman Sachs.