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Greggio in calo su outlook domanda debole e aumento offerta Opec

di Ahmad Ghaddar
·2 minuti per la lettura
Serbatoi di petrolio greggio nell'hub petrolifero di Cushing
Serbatoi di petrolio greggio nell'hub petrolifero di Cushing

di Ahmad Ghaddar

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio sono in ribasso con il crescere dei casi di coronavirus che smorza l'outlook della domanda e l'aumento della produzione Opec del mese scorso che aggiunge ulteriore pressione sui prezzi, sebbene le perdite siano contenute dalle rinnovate speranze di stimoli fiscali negli Usa.

Intorno alle 10,50, i futures sul greggio Brent perdono 44 centesimi, ovvero l'1,04%, a 41,86 dollari al barile, e quelli sul greggio Usa (Wti) cede 48 centesimi, ovvero l'1,19%, a 39,74 dollari al barile.

Solo negli Stati Uniti la pandemia ha contagiato più di 7,2 milioni di persone, uccidendone oltre 206.000.

A pesare sul mercato è anche l'aumento dell'offerta di petrolio dall'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (Opec), con la produzione a settembre in rialzo di 160.000 barili al giorno (bpd) da agosto, secondo un sondaggio Reuters.

L'incremento è in gran parte dovuto all'aumento delle forniture dalla Libia e dall'Iran, entrambi esenti da un patto di fornitura di petrolio tra l'Opec e gli alleati guidati dalla Russia, gruppo noto come Opec+.

I prezzi subiscono tuttavia l'effetto positivo dei progressi nei colloqui statunitensi su un pacchetto di aiuti fiscali per la più grande economia al mondo.

L'amministrazione Trump ha proposto un nuovo pacchetto di stimoli del valore di oltre 1.500 miliardi di dollari.

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Steven Mnuchin ha dichiarato che i colloqui con la presidente della Camera Nancy Pelosi hanno fatto passi avanti sul tema degli aiuti anti-Covid, e la Camera dei rappresentanti ha rinviato un voto su un nuovo pacchetto di misure presentato dai Democratici per un totale di 2.200 miliardi di dollari per concedere più tempo per concordare un accordo bipartisan.