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Greggio cancella guadagni 2022, proteste in Cina alimentano timori su domanda

Il sole tramonta dietro a una pompa petrolifera a Saint-Fiacre, vicino Parigi, in Francia

(Reuters) - I prezzi del petrolio scendono vicino ai minimi di quest'anno, con le manifestazioni in piazza contro le rigide misure anti-Covid-19 imposte in Cina, il maggior importatore di greggio al mondo, che alimentano i timori sulle prospettive della domanda di carburante.

Intorno alle 11,40 il Brent è in ribasso di 2,66 dollari, o del 3,1%, a 80,97 dollari al barile, dopo essere scivolato fino a 80,61 dollari a inizio seduta - il livello più basso dal 4 gennaio.

Il greggio statunitense West Texas Intermediate è in calo di 2,39 dollari, o del 3,1%, a 73,89 dollari al barile. In precedenza era sceso fino a 73,60 dollari, il minimo dal 22 dicembre 2021.

I mercati appaiono volatili in vista della riunione dell'Opec+ questo fine settimana e dell'imminente introduzione del tetto ai prezzi del petrolio russo voluto dal G7.

La Cina ha mantenuto la politica 'zero-Covid' del presidente Xi Jinping, mentre in quasi tutto il mondo la maggior parte delle restrizioni anti-Covid sono state abolite.

Centinaia di manifestanti e polizia si sono scontrati a Shanghai ieri sera, mentre le proteste contro le misure anti-Covid sono divampate per il terzo giorno consecutivo e si sono ramificate in diverse città a seguito di un incendio mortale avvenuto nell'estremo ovest del Paese.

L'Opec+ si riunirà il 4 dicembre. A ottobre, l'Opec+ ha deciso di ridurre l'obiettivo di produzione di 2 milioni di barili al giorno fino al 2023.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Sabina Suzzi)