Italia markets closed
  • Dow Jones

    33.564,38
    -31,96 (-0,10%)
     
  • Nasdaq

    10.952,20
    -62,69 (-0,57%)
     
  • Nikkei 225

    27.686,40
    -199,47 (-0,72%)
     
  • EUR/USD

    1,0502
    +0,0033 (+0,32%)
     
  • BTC-EUR

    16.013,86
    -305,93 (-1,87%)
     
  • CMC Crypto 200

    394,74
    -7,29 (-1,81%)
     
  • HANG SENG

    18.814,82
    -626,36 (-3,22%)
     
  • S&P 500

    3.932,68
    -8,58 (-0,22%)
     

Greggio in forte rialzo mentre Opec+ valuta più grande taglio produzione da 2020

Una veduta del terminale petrolifero Kozmino, vicino a Nakhodka

LONDRA (Reuters) - Mattinata positiva per i prezzi del greggio, che balzano di circa il 4% mentre l'Opec+ valuta la possibilità di ridurre la produzione di oltre 1 milione di barili al giorno per sostenere i prezzi con quello che sarebbe il più grande taglio alla produzione dall'inizio della pandemia di Covid-19.

Alle 11,20 i futures del Brent avanzano del 3,95% a 88,48 dollari al barile. Il greggio statunitense sale di 4,08% a 82,73 dollari al barile.

I prezzi del petrolio sono scesi per quattro mesi consecutivi da giugno, con i lockdown cinesi per il Covid che hanno penalizzato la domanda mentre l'aumento dei tassi di interesse e l'apprezzamento del dollaro hanno pesato sui mercati finanziari globali.

Per sostenere i prezzi l'Opec+ sta valutando un taglio alla produzione di oltre 1 milione di barili al giorno in vista della riunione di mercoledì, secondo quanto riferito a Reuters da fonti dell'organizzazione.

In caso di accordo, sarebbe il secondo taglio mensile consecutivo per il gruppo, che già il mese scorso ha ridotto la produzione di 100.000 barili al giorno.

L'Opec+ ha mancato i suoi obiettivi di produzione di quasi 3 milioni di barili al giorno a luglio, hanno detto due fonti del gruppo, poiché le sanzioni contro alcuni membri e i bassi investimenti di altri hanno ostacolato la capacità di aumentare la produzione.

Sebbene i prezzi del Brent potrebbero rafforzarsi ulteriormente nel breve termine, i timori di una recessione globale probabilmente limiteranno il rialzo, secondo la società di consulenza Fge.

L'indice del dollaro è in calo per la quarta seduta consecutiva, dopo aver toccato i massimi da due decenni. Un dollaro meno caro potrebbe favorire la domanda di petrolio e sostenere i prezzi.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Sabina Suzzi)