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Greggio, prezzi in calo per quarto giorno su timori domanda europea

·2 minuto per la lettura
Una pompa petrolifera vicino a Bakersfield

LONDRA (Reuters) - I prezzi del greggio scivolano per la quarta giornata consecutiva a causa delle preoccupazioni per la debolezza della domanda europea, che relegano in secondo piano l'inatteso calo delle scorte di greggio Usa mostrato dai dati Api.

Numerosi paesi europei hanno sospeso provvisoriamente l'utilizzo del vaccino AstraZeneca contro il Covid-19 per timori sui possibili effetti collaterali. La Germania si trova alle prese con un aumento dei casi di coronavirus, mentre l'Italia ha varato un lockdown nazionale per Pasqua.

Alle 10,50 i futures sul Brent cedono lo 0,45% a 68,08 dollari a barile. Il greggio Usa perde lo 0,32% a 64,61 dollari.

I prezzi del greggio hanno recuperato rispetto ai minimi storici toccati lo scorso anno sulla scia del crollo della domanda, in parte grazie a tagli record alla produzione da parte dell'Opec e dei paesi alleati. L'8 marzo il Brent è arrivato a 71,38 dollari a barile, il massimo dall'8 gennaio 2020.

A sostenere il mercato i dati dell'American Petroleum Institute, che secondo fonti mostrano scorte di greggio Usa in calo di 1 milioni di barili la scorsa settimana. Gli analisti si attendevano un aumento di 3 milioni di barili.

Gli operatori guarderanno con attenzione ai numeri Eia previsti alle 15,30 italiane per avere una conferma dei dati Api.

Gli investitori attendono anche i risultati del meeting di due giorni del Federal Open Market Committee della Federal Reserve, che termina oggi. Non ci si aspetta alcun cambiamento di politica monetaria.

Anche l'apprezzamento del dollaro, nell'attesa dell'annuncio della Fed, penalizza i prezzi del petrolio, dal momento che un biglietto verde più forte rende il greggio più costoso per i detentori di altre valute.

(Tradotto da Redazione Danzica, in Redazione a Milano Sabina Suzzi, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)