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Prezzi in rialzo, focus su sviluppi trattative Usa-Cina

Le mani di un lavoratore in un impianto petrolifero in Russia

LONDRA (Reuters) - Le quotazioni del petrolio recuperano terreno sulle indiscrezioni che fanno sperare in una schiarita nelle trattative commerciali tra Usa e Cina, mentre sullo sfondo un sostegno arriva dai disordini in Iraq ed Ecuador.

Intorno alle 12,00, i futures sul Brent trattano a 58,77 dollari al barile, in aumento di 53 centesimi, mentre quelli sul greggio Usa si attestano a 53,11 dollari al barile, in rialzo di 48 centesimi.

Secondo l'agenzia Bloomberg, la Cina è ancora aperta a un accordo parziale sul commercio con gli Usa nonostante la recente inclusione in una lista nera di società tecnologiche cinesi.

Il Financial Times ha poi scritto che le autorità cinesi stanno proponendo di aumentare gli acquisti di prodotti agricoli statunitensi, portando da 20 a 30 milioni di tonnellate le importazioni di semi di soia.

Proteste antigovernative hanno minacciato la produzione di petrolio in Ecuador e in Iraq, entrambi membri Opec, ma "i prezzi finora hanno decisamente minimizzato i rischi di una potenziale interruzione dell'offerta", hanno scritto gli analisti di JBC.

La Turchia ha dichiarato che le sue forze attraverseranno il confine siriano "a breve", lanciando attacchi che secondo gli analisti potrebbero avere un impatto sull'economia della regione del Kurdistan iracheno, produttore di petrolio, e sui prezzi dell'energia.

Nel frattempo negli Usa le scorte di greggio sono aumentate di 4,1 milioni di barili nella settimana conclusasi il 4 ottobre, secondo i dati dell'American Petroleum Institute. Gli analisti avevano stimato un incremento di 1,4 milioni di barili.

I dati settimanali sulle scorte dell'Energy Information Administration saranno diramati oggi alle 16,30 italiane.


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