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Greggio, prezzi in rialzo su possibile taglio produzione Opec, tensioni Iran

di Shadia Nasralla
·1 minuto per la lettura
Serbatoi di petrolio greggio nell'hub petrolifero di Cushing

di Shadia Nasralla

LONDRA (Reuters) - Prezzi del greggio in aumento per le tensioni legate al sequestro di una nave sudcoreana da parte dell'Iran e con l'Opec+ che valuta un possibile taglio di produzione a febbraio, secondo un documento del gruppo.

Intorno alle 11,10 italiane, i futures sul Brent per il mese di marzo scambiano in rialzo di 29 centesimi a 51,38 dollari il barile, mentre i futures sul greggio Usa per febbraio guadagnano 38 centesimi a 48 dollari il barile.

Entrambi i contratti hanno perso oltre l'1% ieri, dopo che l'Opec+ non ha raggiunto un accordo sulle modifiche alla produzione di petrolio per febbraio.

L'Arabia Saudita si è opposta ad un aumento dell'offerta per via dei nuovi lockdown, mentre la Russia si aggiunge agli appelli per una maggiore produzione, citando il recupero della domanda.

Secondo un documento Opec del 4 gennaio, il gruppo sta valutando un taglio di 500.000 barili al giorno per febbraio, e altri tre scenari che includono una produzione stabile o un incremento di 500.000 barili al giorno.

Opec+ dovrebbe riprendere le trattative oggi alle 15,30.

Proseguono le tensioni per il sequestro di una nave sudcoreana da parte dell'Iran, membro Opec, che afferma di vantare con Seul un credito di 7 miliardi di dollari.

L'Inghilterra è entrata in un nuovo lockdown ieri a causa dei crescenti casi di Covid-19, inviando segnali ribassisti.

"La crescita della domanda a breve termine è in stallo a causa della diffusione di Covid-19 in Nord America, in Europa e nel Medio Oriente, e probabilmente vedrà cali più notevoli nel corso dei prossimi mesi", secondo Fitch Solutions, che aggiunge di prevedere nel 2021 un Brent in media a 53 dollari il barile.