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Greggio, prezzi stabili tra timori domanda cinese ed export record Usa

Una pompa petrolifera a Midland, Texas

LONDRA (Reuters) - Il petrolio è stabile, dopo un rally di quasi il 3% nella seduta precedente, mentre i timori per il rallentamento della domanda in Cina hanno bilanciato l'ottimismo derivante dalle esportazioni record di greggio degli Stati Uniti e dai segnali che i timori di recessione si stanno attenuando.

Gli investitori globali si sono liberati degli asset cinesi all'inizio della settimana per i timori sulla crescita, con l'economia afflitta dalla politica zero Covid di Pechino, una crisi immobiliare e un calo della fiducia del mercato. La Cina è il primo consumatore di energia al mondo.

Intorno alle 10,50 il Brent è in rialzo di 17 centesimi, o dello 0,18%, a 95,86 dollari al barile. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) è in ribasso di 16 centesimi, o dello 0,18%, a 88,07 dollari al barile.

I guadagni del petrolio di martedì sono stati favoriti dai dati sulle esportazioni record di greggio degli Stati Uniti, un segnale di speranza per la domanda nonostante le scorte di greggio siano aumentate, e dalla debolezza del dollaro statunitense, dovuta alle aspettative che i rialzi dei tassi di interesse possano diventare meno aggressivi.

Un dollaro più debole rende il petrolio più conveniente per i detentori di altre valute e tende a riflettere una maggiore propensione degli investitori per i risk asset.

I funzionari statunitensi e occidentali stanno ultimando i piani per imporre un tetto ai prezzi del petrolio russo, nonostante l'avvertimento della Banca Mondiale, secondo cui qualsiasi piano avrà bisogno della partecipazione attiva delle economie di mercato emergenti per essere efficace.

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Stefano Bernabei)