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Greggio in rialzo, commenti Arabia Saudita su output superano timori recessione

Pompe petrolifere a Midland, in Texas

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio sono in aumento dopo che il principale esportatore di greggio, l'Arabia Saudita, ha detto che l'Opec+ si sta attenendo alla decisione di tagliare la produzione e potrebbe adottare ulteriori misure per bilanciare il mercato, mettendo in secondo piano i timori per la recessione globale e per l'aumento dei casi di Covid-19 in Cina.

Ieri il ministro dell'Energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, citato dall'agenzia di stampa statale Spa, ha smentito un articolo del Wall Street Journal secondo il quale l'Opec avrebbe valutato un aumento della produzione, facendo crollare i prezzi di oltre il 5%.

Intorno alle 10,45 il Brent è in rialzo di 48 centesimi, pari allo 0,55%, a 87,93 dollari. Il greggio statunitense West Texas Intermediate guadagna 36 centesimi, o lo 0,45%, a 80,40 dollari.

Tra i principali esportatori di petrolio, gli Emirati Arabi Uniti hanno negato di avere in corso dei colloqui per modificare l'ultimo accordo Opec+, mentre il Kuwait ha affermato che non ci sono stati colloqui su un aumento della produzione.

L'Opec+ si riunirà il 4 dicembre, un giorno prima dell'entrata in vigore delle misure europee e del G7 sull'embargo al petrolio russo adottate come risposta all'invasione dell'Ucraina, che potrebbero sostenere il mercato.

I timori legati alla domanda di petrolio in seguito ai rialzi dei tassi d'interesse della Federal Reserve e alle rigide politiche anti-Covid della Cina hanno limitato il rialzo.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Claudia Cristoferi)