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Greggio in rialzo mentre Opec+ tenta di risolvere stallo su accordi produzione

·2 minuto per la lettura
Una pompa petrolifera a Vaudoy-en-Brie

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio sono in rialzo, grazie alle divergenze tra i membri dell'Opec+ in merito alle politiche di output, che hanno portato a un terzo giorno di negoziati per tentare di risolvere l'impasse.

Alle 12,20 i futures sul Brent avanzano di 19 centesimi, o lo 0,3%, a 76,35 dollari al barile, intorno ai massimi di 2 anni e mezzo. I futures sul greggio Usa guadagnano 32 centesimi, o lo 0,2%, a 75,39 dollari al barile.

L'Opec e i suoi alleati, gruppo conosciuto come Opec+, riprenderanno i colloqui oggi dopo non essere riusciti la scorsa settimana a raggiungere un accordo a causa di divergenze tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

L'Opec+, che ha concordato tagli record alla produzione nel 2020 per rispondere al crollo dei prezzi del greggio provocato dalla pandemia di Covid-19, ha votato venerdì di incrementare l'output di circa 2 milioni di barili al giorno da agosto a dicembre 2021 e di estendere il resto dei tagli fino alla fine del 2022 anziché fino all'aprile del prossimo anno. Gli Emirati hanno bloccato l'accordo.

L'impasse si è creato in un momento di incertezza sul corso della pandemia. La diffusione della variante Delta grava sui prezzi del petrolio, sebbene alcuni dati macro positivi abbiano offerto un parziale sostegno.

L'attività delle imprese della zona euro è aumentata al ritmo più veloce degli ultimi 15 anni a giugno, grazie all'allentamento di ulteriori misure adottate contro il coronavirus che ha riportato in vita il settore dei servizi, come emerge dagli indici Pmi finali a cura di Ihs Markit.

Inoltre negli Stati Uniti il numero di piattaforme di gas naturale e petrolio è aumentato per la terza settimana consecutiva nelle ultime quattro.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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