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Greggio in ribasso, rialzo tassi Fed solleva timori su domanda

Una pompa petrolifera a Midland, Texas

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio sono in calo a causa dell'aumento dei tassi d'interesse statunitensi che ha fatto salire il dollaro e ha accentuato i timori di una recessione globale che potrebbe ridurre la domanda di carburante. Tuttavia, le perdite sono state limitate dalle preoccupazioni legate alla scarsità dell'offerta.

Intorno alle 13,15 il Brent perde 0,76 dollari, o lo 0,79%, a 95,40 dollari al barile, mentre i futures sul greggio statunitense Wti sono in calo di 0,9 dollari, o dell'1,0%, a 89,1 dollari.

Entrambi i benchmark avevano guadagnato più di 1 dollaro ieri, favoriti da un ulteriore calo delle scorte di petrolio statunitensi, anche se la Federal Reserve statunitense ha aumentato i tassi di interesse di 75 punti base e il presidente Jerome Powell ha affermato che è prematuro valutare di interrompere il ciclo di rialzi dei tassi. [EIA/S]

Questo ha portato il dollaro a salire, mentre Powell ha segnalato che i tassi statunitensi raggiungeranno probabilmente un picco superiore alle attuali aspettative degli investitori.

Tuttavia, le perdite sono state limitate dalle aspettative che il mercato del petrolio possa restringersi nei prossimi mesi.

Il 5 dicembre entrerà in vigore l'embargo dell'Unione europea sul petrolio russo per l'invasione dell'Ucraina e sarà seguito da un blocco delle importazioni di prodotti petroliferi a febbraio.

Anche il calo della produzione dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (Opec) ha sostenuto i prezzi: secondo un sondaggio Reuters, la produzione del gruppo di produttori è diminuita a ottobre per la prima volta da giugno.

L'Opec e gli alleati, tra cui la Russia, noti collettivamente come Opec+, hanno inoltre deciso di tagliare il target di produzione di 2 milioni di barili al giorno a partire da questo mese.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Stefano Bernabei)