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Greggio rimbalza da calo registrato ieri, pesano comunque timori Covid e forniture

·2 minuto per la lettura
Una pompa petrolifera a Vaudoy-en-Brie

di Alex Lawler

Londra (Reuters) - I prezzi del petrolio sono saliti oltre i 69 dollari al barile nel corso della sessione, recuperando in parte la flessione del 7% registrata ieri, con un mercato fisico ristretto che relega in secondo piano i timori che un aumento di casi Covid-19 possa indebolire l'outlook della domanda, oltre che quelli in merito a un aumento delle forniture Opec+.

A segnale di un'offerta limitata, secondo le previsioni, le scorte di petrolio negli Stati Uniti dovrebbero scendere per la nona settimana consecutiva. L'Opec stima che la domanda globale di petrolio aumenterà del 6,6% nel 2021 con l'espansione concentrata nella seconda metà dell'anno.

Alle 10,45 i futures sul Brent guadagnano 31 centesimi, o lo 0,4%, a 68,90 dollari al barile, dopo essere scivolati ieri del 6,8%. I futures sul greggio Usa per il contratto di agosto, in scadenza oggi, sono in rialzo di 36 centesimi, o l0 0,5%, a 66,78 dollari al barile, dopo il -7,5% registrato ieri. Il contratto di settembre del greggio Usa è in rialzo dello 0,3% a 66,54 dollari al barile.

Il sell-off di ieri, che ha affossato il greggio ai minimi di due mesi e colpito altri asset come i titoli azionari, è stato guidato dai timori che l'aumento di contagi da Covid-19 possa portare nuovamente a un indebolimento della domanda, proprio ora che l'Opec+ ha deciso di incrementare le scorte.

Anche l'accordo raggiunto domenica tra l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e gli alleati (Opec+) in merito all'aumento della produzione ha influito negativamente sui prezzi del greggio.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Stefano Bernabei, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

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