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Greggio sale su minacce offerta, ma saldo settimanale negativo su timori domanda

Una petroliera che trasporta barili di olio combustibile russo consegna il suo carico a Matanzas

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio sono in rialzo oggi, sostenuti dai tagli, reali e paventati, all'offerta, anche se il greggio è destinato a subire il secondo calo settimanale consecutivo a causa del rialzo aggressivo dei tassi Bce e della politica zero-Covid in Cina, che ha inciso sulle prospettive della domanda.

La dichiarazione del presidente russo Vladimir Putin, che ha minacciato di interrompere le esportazioni di petrolio e gas verso l'Europa in caso di imposizione di un tetto ai prezzi, e un piccolo taglio ai piani di produzione di petrolio dell'Opec+, annunciato questa settimana, sostengono i prezzi.

Intorno alle 10,50 il Brent è in rialzo di 1,62 dollari, o dell'1,82%, a 90,77 dollari al barile. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) sale di 1,41 dollari, o dell'1,69%, a 84,95 dollari al barile.

Nonostante il rimbalzo di oggi, entrambi i benchmark del greggio sono diretti verso un calo settimanale di oltre il 2%, con il Brent che questa settimana ha toccato i minimi da gennaio.

Malgrado la scarsità dell'offerta sostenga il mercato, pesano il rialzo record dei tassi di riferimento deeciso ieri dalla Bce e l'aumento dei lockdown in Cina.

(Tradotto da Chiara Bontacchio, editing Claudia Cristoferi)