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Greggio stabile, tra rialzo tassi Fed e timori offerta

Una miniatura di barili di greggio davanti a un grafico

LONDRA (Reuters) - I prezzi del petrolio rimangono relativamente stabili, con il mercato che bilancia i timori legati all'offerta con le aspettative che l'aumento dei tassi di interesse statunitensi indebolisca la domanda di carburante.

Intorno alle 12,15 i futures sul Brent per la liquidazione di settembre sono in rialzo di 11 centesimi, o 1,18%, a 104,44 dollari al barile, mentre i futures sul greggio statunitense guadagnano 9 centesimi, o 0,096%, a 95,68 dollari al barile.

I futures sul petrolio sono stati volatili nelle ultime settimane, con gli operatori che hanno tentato di conciliare i possibili ulteriori rialzi dei tassi di interesse - che potrebbero limitare l'attività economica e quindi ridurre la crescita della domanda di carburante - con la scarsità dell'offerta, dovuta all'interruzione del commercio di barili russi a causa delle sanzioni occidentali per il conflitto in Ucraina.

I funzionari della Fed hanno segnalato che la banca centrale probabilmente aumenterà i tassi di 75 punti base nella riunione del 26-27 luglio.

La forte 'backwardation' tra gli spread intermensili continua a indicare una carenza dell'offerta a breve termine. In un mercato simile, i prezzi 'front-month' sono più alti di quelli dei mesi futuri.

Venerdì lo spread si è assestato a 4,82 dollari al barile, un massimo storico, se si escludono i picchi raggiunti nelle scadenze dei due mesi precedenti.

La National Oil Corporation (Noc) libica punta a riportare la produzione a 1,2 milioni di barili al giorno in due settimane, da circa 860.000 barili al giorno, secondo quanto riportato dalla Noc in un comunicato diffuso sabato.

Ma gli analisti si aspettano che la produzione libica rimanga volatile a causa delle tensioni ancora elevate.

La continua scarsità dell'offerta segue anche "le aspettative che l'offerta di petrolio russo si ridurrà nei prossimi mesi, dato che i piani ampiamente previsti per un tetto massimo sul prezzo del petrolio russo potrebbero avere l'effetto opposto a quello sperato", ha detto Warren Patterson, responsabile della strategia sulle materie prime di Ing.

La scorsa settimana l'Unione europea ha detto che avrebbe permesso alle compagnie statali russe di esportare il petrolio in Paesi terzi, in virtù di una modifica delle sanzioni concordata dagli Stati membri la scorsa settimana e volta a limitare i rischi per la sicurezza energetica globale.

Tuttavia, Elvira Nabiullina, governatore della Banca centrale russa, ha comunicato venerdì che la Russia non fornirà petrolio ai Paesi che decidono di imporre un tetto ai prezzi del proprio petrolio.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Stefano Bernabei)

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