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La Groenlandia apre agli investitori esteri, è caccia alle risorse naturali

Petrolio cala a 95 dollari al barile in Asia su balzo sussidi Usa

La Groenlandia è nota per essere un potenziale tesoro di risorse naturali. Su quest'isola, infatti, sotto centinaia di metri di ghiaccio si trova di tutto: ferro, rame, nichel, zinco, uranio, minerali e rubini, senza parlar del petrolio e degli altri gas naturali. Risorse che stanno diventando più facilmente estraibili dal sottosuolo in seguito allo scioglimento dei ghiacciai; inoltre le nuove politiche di investimento della neo premier Aleqa Hammond stanno aprendo la Groenlandia al resto del mondo, per ottenere una maggiore indipendenza economica.

Per anni l'isola ha resistito alle richieste degli europei, ma anche di americani, australiani e cinesi di coinvolgerli in progetti di investimento; ora però, stanca della sua condizione di semi-dipendenza dalla Danimarca, ha deciso di utilizzare le sue risorse naturali per produrre ricchezza e diventare finalmente autonoma. Così, dopo aver deciso di togliere il divieto di estrazione dell’uranio - vietato in Danimarca - poiché le terre rare sono spesso mescolate con l’uranio, il secondo passo è quello di avvicinare investitori stranieri e manodopera - la Groenlandia è abitata solo da 56 mila persone - investendo circa 1,7 miliardi di dollari in progetti per lo sviluppo del territorio attraverso anche nuove infrastrutture.

L'idea fa gola a tutti, così già molte società si sono avvicinate: una britannica per il ferro, gli scozzesi stanno testando il petrolio sottomarino, gli australiani si sono concentrati sulle terre rare mentre i canadesi puntano sui rubini. Progetti e infrastrutture che porterebbero alla Groenlandia una ricchezza - attraverso l'export - e un'autosufficienza economica definitiva da Copenaghen. Più di 100 progetti sono stati già presentati per testare ed aprire nuove strade a questo nuovo mercato.
Investire, questo è il mood. In tutti i campi, perciò largo a banchieri sì, ma anche tecnici, ingegneri, progettisti e minatori da ogni parte del mondo. Persino dalla Cina, leader nel mercato dei metalli preziosi, un Paese che la Groenlandia ha sempre tenuto a distanza ma che oggi "è importante avere come alleata, come con tutti gli altri paesi che hanno interesse ad investire in progetti di finanziamento", ha affermato la Hammond. Sottolineando come "non c'è bisogno solo di soldi dal di fuori, ma anche di mani".

L'inclinazione verso la Cina potrebbe avere un peso significativo in termini geopolitici e incrinare i rapporti tra la Danimarca e gli Stati Uniti, che non vedono di buon occhio Pechino, più vicina alla Russia. Non facile la posizione della Danimarca, che però preferisce negoziare alleanze strategiche con il governo della Groenlandia, favorendo lo sviluppo economico, piuttosto che limitare lo sviluppo e rischiare un conflitto con la popolazione locale.

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