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Gualtieri all'Ue: "Manovra restrittiva controproducente"

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Primo 'no' all'Europa da parte del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, oggi in conferenza stampa a Helsinki al termine dell'Eurogruppo e dell'Ecofin informale. Agli altri ministri delle Finanze Ue e al vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, ha spiegato Gualtieri, "ho detto che una manovra restrittiva sarebbe controproducente, in questa fase. Stiamo lavorando per collocare la manovra" economica dell'Italia per il 2020 "in una più appropriata fiscal stance dell'area euro ed europea". 

A chi gli chiede se si aspetti che la Commissione Europea dirami una comunicazione in materia, visto che attualmente la flessibilità si applica solo agli investimenti cofinanziati dall'Ue, Gualtieri replica bollando come "assolutamente prematuro parlare" della possibilità che la Commissione Europea emetta una comunicazione che consenta di allargare le maglie della flessibilità sugli investimenti. "Non commento questo elemento", aggiunge, spiegando che nell'Ecofin c'è stata una "importante discussione su regole fiscali", all'interno della quale, "sul tema di individuare forme di trattamento favorevole" di alcuni tipi di investimenti, "c'è stata una apertura alla riflessione. Ma eviterei di trarre conclusioni che sono assolutamente premature". E' "ovvio" e "lapalissiano", continua, che il governo italiano "si batte all'interno delle regole" Ue in materia di finanza pubblica, "che comprendono il pieno uso della flessibilità, come detto da Ursula von der Leyen e come chiesto da alcuni gruppi politici" nel corso delle discussioni. 

Durante il dibattito sulle regole Ue in materia di finanza pubblica nel corso dell'Ecofin informale "è entrata in discussione anche la golden rule. E' emersa la disponibilità della Commissione, con il vicepresidente Valdis Dombrovskis, di studiare forme per favorire investimenti che siano legati alle grandi priorità europee, a partire dal clima".  

Per Gualtieri, l'obiettivo di ricavare 18 mld di euro dalla vendita di beni di proprietà pubblica nel 2019 è "irrealistico". "Come ho detto recentemente - continua - abbiamo considerato questa cifra irrealistica", specificando che "non esiste un piano del governo" in materia di privatizzazioni, allo stato. Anche se le privatizzazioni possono essere una componente di una "strategia di riduzione del debito", cosa che nel passato è stata fatta "con esiti più o meno positivi", la "mia visione è che disponiamo di aziende pubbliche strategiche ed efficienti, che portano dividendi allo Stato e concorrono ad essere, nella loro autonomia, elementi di una capacità di politica industriale" dello Stato. "Non penso che le privatizzazioni siano uno strumento per fare cassa e cui attingere risorse per far quadrare i conti", conclude.