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Gualtieri: bene apertura tedesca su garanzia Ue depositi bancari

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Bruxelles, 7 nov. (askanews) - La recente apertura del ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, alla conclusione dell'interminabile negoziato fra gli Stati membri sullo schema Ue di garanzia per i depositi bancari sotto i 100.000 euro (Edis) è benvenuta, ma non deve essere legata alla discussione, del tutto separata (e malvista dall'Italia), per una modifica del trattamento prudenziale dell'esposizione delle banche ai rischi del debito sovrano. Lo ha affermato oggi a Bruxelles il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, rispondendo ai giornalisti al suo arrivo alla riunione dell'Eurogruppo.

"Naturalmente è positivo che, nel dibattito in corso, anche da parte tedesca ci sia una crescente consapevolezza sulla necessità di completare l'Unione bancaria e di introdurre una garanzia comune sui depositi; questo è positivo, ma ci sono altri aspetti della proposta sui quali la nostra opinione è diversa come per esempio la modifica del trattamento prudenziale dei titoli sovrani", ha spiegato Gualtieri, puntualizzando che "la posizione dell'Italia e mia su questo è ampiamente nota".

In realtà, non c'è granché di nuovo nelle posizioni di Scholz, perché i tedeschi hanno sempre cercato di imporre misure di riduzione dei rischi nel settore finanziario, rifiutandosi di far avanzare invece le misure di condivisione dei rischi a livello Ue, come la garanzia comune dei depositi, che fin dall'inizio era stata chiaramente stabilita come una componente essenziale dell'Unione bancaria. Quella posta dal ministro tedesco, quindi, "non è una condizione nuova; e noi - ha ricordato Gualtieri, riferendosi alle posizioni tradizionali dell'Italia - abbiamo sempre detto e ripeteremo che invece è tempo di arrivare alla condivisione dei rischi. Perché è stato fatto molto finora sulla riduzione rischi, e attualmente la situazione è squilibrata a favore della riduzione rispetto alla condivisione dei rischi. Quindi - ha osservato il ministro - è bene andare sulla linea della Commissione, che non ha mai messo in relazione il trattamento prudenziale dei titoli sovrani con l'Edis".

"Questo discorso, semmai - ha continuato Gualtieri - andrebbe collegato al ragionamento sui 'safe assets', sugli eurobond, su una gestione più comune del debito; sono due dibattiti per noi distinti" Il ministro ha poi aggiunto, rispondendo a una domanda sullo stesso tema in inglese, che modificare il trattamento prudenziale dell'esposizione ai titoli sovrani "avrebbe un impatto negativo; anche perché - ha ricordato - a livello internazionale il Comitato di Basilea non ha chiesto questa modifica", e introdurla creerebbe quindi una "disparità di condizioni di mercato ('unlevel playing field', ndr) a livello mondiale".

Insomma, "noi non pensiamo che sia una condizione appropriata per il completamento dell'Unione bancaria", ha concluso Gualtieri, sempre in riferimento alla richiesta tedesca di ridurre l'esposizione delle banche al rischio sovrano.