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Guerra dei dazi: calano esportazioni cinesi

Federica Pace
 

La guerra commerciale tra USA e Cina non accenna a concludersi, e gli effetti sono ormai evidenti.

Guerra dei dazi: dati sull’import-export

I dati appena resi noti, riferiti ad agosto, segnano, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un – 16% di esportazioni dalla Cina verso gli Stati Uniti , attestandosi a 44,4 miliardi di dollari. Per contro, le importazioni dagli USA valgono 10,3 miliardi di dollari, a -22% rispetto agosto 2018.

Conseguenza quest’ultima di due provvedimenti combinati decisi da Pechino, in risposta al governo americano: i 75 miliardi di dollari di dazi sui beni provenienti dagli USA, e l’ordine alle aziende cinesi di annullare gli ordini in corso.

Effetti sulle bilance commerciali

Effetto positivo (per gli Stati Uniti) dei dazi è l’ormai inarrestabile discesa del disavanzo commerciale. In termini meno tecnici, si accorcia il gap, misurato come valore in dollari, tra quanto viene importato e quanto viene esportato, con ripercussioni positive sulla valuta interna del paese. In maniera speculare, Pechino vede scendere il proprio surplus commerciale . Ovvero, la differenza tra quanto esportato e quanto importato è sempre più esigua.

Guerra commerciale USA-CINA: ultimi sviluppi

Se la Cina ha reagito imponendo dazi all’entrata di merci USA, Washington non è rimasta a guardare, ma ha risposto colpo su colpo. Dal primo settembre è entrato in vigore un rialzo del 5% , portando così al 15% il valore dei dazi a carico dei beni di provenienza cinese in entrata negli USA.

L’obiettivo, neanche troppo implicito, è persuadere il governo di Pechino a sottoscrivere un nuovo accordo commerciale. Accordo mirato a far compiere ai cinesi acquisti importanti di merci USA, e a stipulare nuovi accordi bilaterali per la protezoine della proprietà intellettuale. I colloqui in tal senso potrebbero svolgersi già ai primi di ottobre a Washington.

UNA LOTTA SENZA (AL MOMENTO) VINCITORI

E' chiaro che entrambi i contendenti hanno qualcosa da perdere: in un mercato globale nessuno è indipendente. Tanto più vero in un caso come quello USA – Cina , superpotenze economiche strettamente collegate tra loro: gli Stati Uniti sono il primo mercato per l’export cinese, la Cina è il terzo per le esportazioni americane. Neanche chi resta fuori dalla contesa, perlomeno sulla carta, è immune dalle conseguenze di una lotta commerciale che si trascina ormai da molti mesi. Le borse di tutto il mondo , Europa compresa, oscillano sensibilmente a ogni nuovo scossone nella guerra dei dazi.

Non resta che attendere l’avvio dei negoziati, in agenda per ottobre. Una risoluzione porterebbe alla stabilità per mercati e borse. Ne beneficerebbero tutti, compresa un’Europa già messa alla prova dalla storia infinita della Brexit, cui ora si aggiunge il calo della produzione in Germania.

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