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Guerra, inflazione e tassi: i temi caldi sotto esame di Visco domani

Image from askanews web site
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Roma, 30 mag. (askanews) - Le ricadute della guerra in Ucraina e delle sanzioni contro la Russia - su cui proprio in queste ore i capi di Stato e di governo dell'Unione Europea stanno ancora discutendo una complicata ipotesi di messa al bando delle importazioni di petrolio - saranno inevitabilmente in primo piano nelle analisi che il governatore della Banca d'Italia, Ignazio visco, toccherà domani nelle sue Considerazioni finali all'Assemblea dei partecipanti.

In attesa di conoscere quali siano saranno le valutazioni del numero uno di Via Nazionale, in questo tradizionale appuntamento annuale del mondo bancario ed economico, è possibile richiamarsi alle stime contenute nell'ultimo Bollettino economico della Banca d'Italia, pubblicato l'8 aprile scorso e che aveva fornito diversi scenari previsionali sull'impatto di guerra e sanzioni.

Nell'ipotesi peggiore, che considerava un arresto delle forniture di gas naturale dalla Russia, l'Italia avrebbe assistito a una contrazione del Pil di mezzo punto percentuale sia quest'anno che il prossimo. Con una perdita cumulata di crescita pari a ben 7 punti percentuali di Pil sul biennio 2022 2023.

Ma questo è appunto lo scenario più pessimistico, al momento le attese restano quelle di crescita, seppur nettamente ridipensionata, e i problemi su questo versante non sono gli unici sotto i riflettori dei banchieri centrali. Anzi, in realtà la vera emergenza per tutti i pari di Visco, i governatori di banche centrali dell'area euro, che siedono nel Consiglio direttivo della Bce, è l'alta inflazione. Che prosegue e si aggrava con le fiammate di energia e materie prime, alle quali ha contribuito anche il conflitto ucraino.

La presidente Christine Lagarde ha recentemente ventilato lo scenario di due rialzi dei tassi di interesse a luglio e a settembre, con cui l'eurozona uscirebbe dalla fase di tassi negativi per la fine del terzo trimestre. Qualunque commento di Visco su questo versante sarà passato al setaccio da operatori e analisti di mercato.

Ovviamente in primo piano ci sarà anche lo stato di salute del sistema bancario della penisola, il quadro delle imprese, la necessità di modernizzare, la digitalizzaizone, la tutela dell'ambiente e del clima. Le famiglie, il risparmio, il lavoro e la formazione. E su tutto questo e altro, come la PA, la giustizia o le procedure fallimentari, le misure attese dal Pnrr. E poi Visco potrebbe intervenire anche su altri temi comuni europei, come le prospettive di passi in avanti verso il progetto di Unione bancaria o l'Unione dei mercati dei capitali.

L'assemblea di domani si svolgerà con modalità ancora parzialmente limitate, con l'Italia che è stata tra i paesi più lenti e restii a diminuire le restrizioni sul Covid. A fronte di oltre 450 ospiti nelle edizioni degli anni scorsi, si salirà a circa 150 invitati, dopo i soli 100 dello scorso anno. L'inizio del discorso di Visco è atteso alle 10 del mattino.

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