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Hera: cda approva piano 2023, investimenti per 2,9 mld

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Il Cda del gruppo Hera ha approvato oggi il Piano industriale al 2023 che punta, in particolare, su un margine operativo lordo di 1,25 miliardi di euro al 2023 e un dividendo previsto in ulteriore crescita fino a 12 cent per azione nel 2023 (+20% nel quinquennio). Il nuovo Piano industriale prevede investimenti per circa 2,9 miliardi di euro, di cui circa 2 miliardi per il mantenimento della attuale base impiantistica e 900 milioni per il suo ulteriore potenziamento. In particolare, sono previsti in aumento gli investimenti per lo sviluppo organico degli impianti, a cui saranno destinati 540 milioni, 120 in più (+30%) rispetto alla precedente pianificazione. Lo rende noto Hera in un comunicato. Per il 2019 il gruppo punta a registrare un mol di 1,081 miliardi di euro. 

A fronte degli investimenti stanziati, il gruppo Hera prevede un margine operativo lordo (Mol) di 1.250 milioni di euro al 2023, in aumento di 219 milioni rispetto ai 1.031,1 milioni di fine 2018, con un incremento medio annuo di circa 44 milioni e superiore di 65 milioni rispetto al valore di uscita (al 2022) del Piano precedente. Gli indirizzi del piano industriale, spiega Stefano Venier, amministratore delegato Hera, "sono coerenti con la crescente attenzione su sviluppo sostenibile, economia circolare e decarbonizzazione".  

Nel gruppo "la sostenibilità è connaturata alle stesse strategie aziendali: al 2023 il 42% del Mol sarà a 'valore condiviso', ovvero riconducibile a progetti che rispondono agli obiettivi dell’Agenda Onu, con investimenti per oltre 950 milioni di euro in arco Piano, di cui 330 milioni per rendere le città sempre più smart, grazie all’innovazione e all’evoluzione tecnologica, o in progetti di efficienza energetica, per il recupero e il riuso della materia, per la tutela dell’aria, per la resilienza delle reti in risposta ai cambiamenti climatici".  

"E stiamo guardando ancora più lontano, con obiettivi di riduzione degli impatti delle nostre attività anche al 2030, in tutti gli ambiti in cui operiamo: parliamo dunque non solo della nostra 'impronta' di carbonio, ma anche di quella idrica e di quella legata all’uso delle risorse naturali. Tra i nostri obiettivi al 2030: aumentare il tasso di riciclo dei rifiuti urbani, toccando il 67% e superando lo stesso target Ue del 65%; ridurre ulteriormente i consumi energetici del Gruppo, diminuendoli del -10% rispetto al 2013; tagliare le perdite lineari di rete del ciclo idrico del 7% rispetto al 2018. Impegni perfettamente in linea con i principi dell’economia circolare e con la natura stessa dei nostri business". 

Il nuovo Piano conferma l’attenzione alla creazione di valore per tutti gli stakeholder, a partire dagli azionisti, e alla trasparenza della politica dei dividendi. Il dividendo di competenza del 2019, previsto a 10,0 centesimi per azione, aumenterà infatti a 10,5 centesimi per azione nel 2020, a 11,0 nel 2021 e a 11,5 nel 2022, fino a raggiungere i 12,0 centesimi per azione del 2023 (+20% rispetto all’ultimo dividendo pagato nel 2018). Il ritmo di crescita è dunque superiore rispetto a quello previsto nel precedente Piano industriale, che presentava, invece, un aumento dei dividendi biennale.