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High yield e credito Asia per chi tollera più rischio

Leo Campagna
·6 minuto per la lettura
High yield e credito Asia per chi tollera più rischio
High yield e credito Asia per chi tollera più rischio

In Italia la pandemia ha accelerato la caccia agli investimenti sicuri ma chi tollera un maggior profilo di rischio può puntare sui titoli dei paesi periferici europei, il credito Asia, gli high yield e i bond ibridi

CACCIA AI PRODOTTI SICURI PER INVESTIRE

L’emergenza sanitaria fa aumentare il risparmio degli italiani. Con il coronavirus, infatti, si mette da parte più denaro per sentirsi “al riparo” dagli imprevisti durante la crisi economica, e in vista di nuovi lockdown. Lo sostiene l’Acri nella sua indagine annuale realizzata con l’Ipsos per la 96esima Giornata mondiale del risparmio. Il lockdown prima e la diminuzione delle attività sociali dopo ha favorito il risparmio, dando un’ulteriore spinta a una propensione ben consolidata e distinta degli italiani che, in questo modo, si sentono più al riparo di fronte al timore dell’imprevisto, potendo contare su risorse proprie. La crescente insicurezza sul fronte sanitario spinge, come si legge nell’articolo “Cresce la voglia di risparmio degli italiani, caccia agli investimenti considerati sicuri”, verso una maggiore necessità di protezione in ambito finanziario. Gli italiani, sempre secondo la ricerca Acri-Ipsos, “non si accontentano più di accumulare liquidita ma tornano ad investire in prodotti finanziari con una determinata caratteristica: devono essere sicuri”. Gli strumenti finanziari più rischiosi, invece, restano appannaggio di una piccola minoranza (9%), mentre la maggioranza dei risparmiatori (33%) preferisce strumenti sicuri.

I BOND SURE DELLE COMMISSIONE UE APRIPISTA AGLI EUROBOND?

Tra gli strumenti ‘sicuri’ rientrerebbero senz’altro gli Eurobond, verso i quali si stanno facendo progressi piuttosto evidenti. A sostenerlo, nell’articolo “Con la pandemia, Eurobond sempre più vicini” gli esperti di Fineco Asset Management che citano, il programma obbligazionario legato a Sure (Support to mitigate unemployment risks in an emergency), introdotto dall’Unione europea per supportare piani a favore dell’occupazione in tutti i Paesi membri. La Commissione ha collocato due bond che hanno le caratteristiche di veri e propri Eurobond: quadro economico condiviso a livello europeo, choc esogeno comune. “Questi fattori hanno accelerato significativamente l’avvento degli Eurobond – sottolineano gli esperti di Fineco Asset Management -, pur non costituendo un vero e proprio Eurobond, essendo state emesse da un veicolo separato, le obbligazione Sure hanno registrato un ottimo risultato in termini di collocamento”. La domanda è stata di 14 volte l’offerta per una tranche iniziale da 17 miliardi di euro.

OPPORTUNITÀ DI CARRY NEI BOND DEI PAESI PERIFERICI EUROPEI

Intanto, come specifica nell’articolo “Credito, qualche tensione in arrivo: bene i bond sovrani periferici europei” il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan AM, gli investitori obbligazionari dovranno fare i conti con dinamiche conflittuali legate all’aumento della spesa pubblica americana e alle evoluzioni sul fronte del Covid, che richiede di adottare un approccio più articolato sui tassi. Ad esempio, rileva il team di J. P. Morgan AM, la probabilità di un ulteriore allentamento di alcune Banche centrali lascia intravedere opportunità nel segmento a breve di quei mercati, mentre il segmento a lungo della curva statunitense potrebbe subire ulteriori pressioni con l’evolversi del dibattito sullo stimolo fiscale. Ma altre aree, come i Paesi periferici europei, secondo il Bond Bullettin offrono interessanti opportunità di carry e dovrebbero trarre beneficio dal sostegno fornito sia dalla Bce che dal Recovery Fund.

BOND ASIA, RENDIMENTI ELEVATI E VOLATILITÀ CONTENUTA

Restando in tema di extra rendimento rispetto ai governativi dei paesi ‘core’ un’asset interessante resta quella delle obbligazioni societarie asiatiche. Amy Kam, Lead Manager del GAM Asian Income Bond Fund di GAM Investments nell’articolo “GAM Investments: cinque ragioni per investire nel credito asiatico” cita i fondamentali robusti e i solidi profili di liquidità, che riflettono l’aumentata qualità del credito in tutta la regione. Inoltre, i tassi di insolvenza in Asia negli ultimi dieci anni sono stati bassi e stabili, anche con l’impatto della pandemia. E poi c’è il fattore ‘green’: rispetto ad altre regioni, l’Asia conta meno sui carburanti fossili e non dipende dal rialzo dei prezzi del petrolio, mentre c’è volontà politica di spingere sulla sostenibilità, con sussidi e agevolazioni fiscali per i veicoli elettrici ad esempio in Cina. Altro ma non certo trascurabile fattore positivo sono i rendimenti più elevati, con una volatilità più contenuta. L’esperta di GAM Investments spiega che in termini di duration e rating, Asia e Cina in particolare offrono un valore relativo migliore, che attira grandi fondi pensione dei mercati sviluppati. GAM Investments segnala anche interesse in aumento dei fondi sovrani del Medio Oriente in cerca di diversificazione, in un contesto di bassi prezzi del petrolio. In conclusione, GAM Investments ritiene che il credito in Asia abbia gli ingredienti giusti per soddisfare la domanda di rendimento e diversificazione.

RENDIMENTI ATTRAENTI PER GLI HIGH YIELD EUROPEI A BREVE TERMINE

A proposito di rendimento, le obbligazioni high yield , in particolare le emissioni a breve termine, offrono una ricompensa più che adeguata rispetto al rischio di default. Lo rivelano nell’articolo “Nel panorama delle opportunità obbligazionarie brillano i titoli high yield” Prashant Agarwal, Senior Investment Manager e Audrey Laurencet, Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. I due esperti prevedono infatti che l’high yield europeo a breve termine possa generare rendimenti positivi del 3-5% nei prossimi 12 mesi. La loro convinzione si basa sul fatto che la curva dei titoli high yield europei è praticamente piatta: gli investitori possono ricavare rendimenti attraenti posizionandosi sulle scadenze più brevi, la cui sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi d’interesse è più limitata rispetto alle scadenze lunghe. In ogni caso, i due esperti di Pictet Am hanno una view positiva su tutto il segmento high yield nell’ambito del reddito fisso. Innanzitutto, si dichiarano fiduciosi di vedere ulteriori sorprese positive nei prossimi mesi, sia in ambito macroeconomico sia sugli utili societari: una eventualità non ancora riflessa nei prezzi di mercato delle obbligazioni societarie non investment grade, le cui prospettive paiono migliori anche alla luce delle politiche fiscali e monetarie.

I TITOLI IBRIDI, UNA TIPOLOGIA SPECIALE DI OBBLIGAZIONI

Infine, secondo Invesco, una valida alternativa agli high yield, è rappresentata dai titoli ibridi emessi da società non finanziarie europee. Per questo la casa d’investimento statunitense ha quotato Invesco Euro Corporate Hybrid Bond UCITS ETF Dist, il primo ETF in Europa con un’esposizione diversificata a questa asset class in rapida crescita. “I titoli ibridi sono una tipologia speciale di obbligazioni – spiega nell’articolo “Da Invesco un ETF per sfruttare le potenzialità dei titoli ibridi” Franco Rossetti, Senior Relationship Manager –. Pagano cedole come altre obbligazioni, ma sono emesse in modo perpetuo o con scadenze molto lunghe, cosa che le rende simili alle azioni. Tuttavia, è la loro subordinazione all’interno della struttura di capitale dell’emittente che li rende potenzialmente interessanti per gli investitori. Situati appena al di sopra del common equity, gli ibridi in genere offrono rendimenti più elevati rispetto al debito senior dello stesso emittente. Inoltre, circa il 75% dei titoli ibridi è emesso da società con un rating di credito investment grade. Ciò significa che un portafoglio di titoli ibridi dovrebbe avere una migliore qualità del credito rispetto a un tipico portafoglio ad alto rendimento”.