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Hitler e Mussolini sugli scaffali, a Jesolo il supermercato del vino nazista

Non solo le bottiglie, si vendono anche le tazze con l’immagine di Hitler (FB)

Due scaffali pieni di bottiglie di vino con le immagini di Hitler e Mussolini attaccate sulle etichette. Con tanto di scritte: “Sieg heil”, “Mein Kampf”, “Fuhrer” e via discorrendo. Siamo in un museo? Macché. In un negozio di generi alimentari, al Lido di Jesolo, provincia di Venezia.

Il vino di Hitler

Non ci sono solo le bottiglie perché si vendono anche le tazze con l’immagine di Hitler, al costo di 5 euro e 90. Una bottiglia di vino costa 10,50 euro. “E’ solo business, non capisco chi si indigna e sono contro i falsi moralismi”, commenta il titolare del supermarket, Stefano Nopetti: “Io voto M5S, non sono né fascista né nazista. Ma se la gente le compra, io continuo a venderle”.

Un business da 1500 bottiglie a stagione

Ormai è merce che vendono tutti”, aggiunge Nopetti. “Sia qui in Veneto che in Romagna. Fate un giro a Rimini e Riccione. Io le bottiglie le vendo da trent’anni, nessuno mi ha mai vietato di farlo. Cosa è cambiato? Che adesso ne vendo molto di più, fino a 1500 a stagione”.

A lamentarsi sono solo i tedeschi

Facendo due conti, considerando i tre mesi di alta stagione, ogni mese d’estate se ne vanno 500 “bottiglie della storia”, come vengono definite da chi le commercializza. “Gli unici che si lamentano sono i tedeschi, eppure Hitler l’hanno messo su loro”, è il commento semplicistico dell’imprenditore jesolano.

All’estero è illegale

Il business dei vini di Hitler e Mussolini è illegale all’estero, in Italia si possono vendere. Il mercato è di 400mila euro ogni anno, esportazioni comprese. Le aziende che si spartiscono l’affare sono tre. In origine c’era solo la Lunardelli di Colloredo di Pasian di Prato, provincia di Udine. “Apologia di fascismo? Che me lo dica un giudice – conclude Nopetti -. Quando mi vieteranno di vendere queste bottiglie, mi adeguerò”.

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