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Hong Kong perderà status economico privilegiato? Rischi per investitori

Fabio Carbone

Le agitazioni sociali non fanno bene all’economia ovunque esse sorgono, ma se queste ultime avvengono ad Hong Kong che è una delle piazze finanziarie di riferimento non solo in Asia, allora si comprende quanto la situazione di rivolta sociale nella piccola amministrazione “indipendente” stia diventando un problema finanziario globale.

E pensare che Hong Kong, solo a settembre 2019, aveva pensato di fare una offerta di acquisto al London Stock Exchange. Già Londra, del resto in questa situazione loro sono i silenti colpevoli.

Ma dal punto di vista dell’investitore cosa deve comprendere prima di investire laggiù, da qui ai prossimi anni?

Hong Kong e lo status economico speciale con gli U.S.

Ieri pomeriggio, secondo l’ora italiana, il Segretario di stato degli USA Mike Pompeo ha pubblicato un cinguettio per avvisare il mondo che aveva appena parlato al Congresso per dire ufficialmente che “dati i fatti sul campo” gli USA non possono più considerare “Hong Kong autonoma dalla Cina”.

Pompeo ha aggiunto che gli USA “sono dalla parte della gente”, ma la realtà è ben spiegata dalla Cnbc. La frase di Pompeo significa che la piccola amministrazione asiatica sta per perdere il suo rapporto economico speciale con la prima potenza economica, che gli ha permesso di mettersi al riparo dai dazi della guerra commerciale USA-Cina fino ad ora.

Hong Kong e i dazi degli USA

Se gli USA dovessero quindi considerare Hong Kong una provincia della Cina come il Guandong o lo Hubei, ebbene ci saranno conseguenze economiche su uno scambio commerciale che complessivamente ammonta a 66 miliardi di dollari al 2018, riporta la Cnbc.

Di questi 50,1 miliardi di USD sono esportazioni verso Hong Kong e 16,8 miliardi sono di importazioni verso gli Stati Uniti.

La perdita dello status di business location

Hong Kong rischia quindi di perdere il suo status di business location, dove operano 1.300 società statunitensi e vivono ben 85mila americani.

La città asiatica rischia di perdere una parte di queste società che potrebbero spostarsi da qualche altra parte, così come potrebbe andare via una parte degli americani che ci vivono. Già la Camera di commercio americana attraverso un sondaggio ha scoperto che le imprese esposte nella città asiatica hanno programmato una riduzione degli investimenti.

Tuttavia lo status di hub indipendente della finanza in Asia, Hong Kong rischia di perderlo anche rispetto agli investitori di tutto il mondo.

E il problema come detto ad inizio articolo sono le proteste, le quali assumono sempre più le dimensioni della rivolta sociale senza soluzione pacifica. Chi vorrà investire nella Borsa di Hong Kong in questa situazione?

Borsa di Hong Kong condizionata

Guardando il grafico dell’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong ci accorgiamo che il suo andamento è stato fortemente condizionato dalle violente tensioni sociali nella giurisdizione asiatica. L’indice ha sofferto nei momenti di massima tensione e non è riuscita a ottenere le performance che avrebbe potuto raggiungere se non si fossero verificati i disordini.

Il futuro di Hong Kong

Hong Kong è il nuovo terreno di scontro geopolitico tra USA e Cina. La cittadina verrà purtroppo usata come banco dove le due superpotenze “giocheranno” un braccio di ferro che non terminerà a breve.

Il rischio che Hong Kong perda la sua prosperità è da mettere in conto.

This article was originally posted on FX Empire

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