I comuni rischiano di rimanere senza soldi

Dall'Anci arriva un grido di allarme: i servizi essenziali e gli stipendi dei dipendenti sono a rischio

“A partire dal mese di agosto alcuni Comuni, come Lecce, rischiano di non riuscire a pagare gli stipendi dei propri dipendenti”. Guarda le foto delle proteste dei sindaci.

E’ la previsione espressa ieri da Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e vicepresidente dell’Anci, al termine della Conferenza Unificata. Lo stesso timore è stato poi confermato da Graziano Delrio, presidente dell’associazione dei Comuni Italiani. “Abbiamo certificato il ritiro completo dello Stato dalle politiche di welfare”. E la risposta di Palazzo Chigi non si è fatta attendere. In una nota il Governo ha affermato che “alimentare l’allarmismo rischia di causare un duplice danno”.

Tutte le notizie sulla spending review

Un’altra stoccata alle sforbiciate è però arrivata oggi dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, in un’audizione in commissione Bilancio alla Camera. “La riduzione delle spese è stata distribuita in maniera diseguale”, con le amministrazioni centrali meno colpite “dagli effetti del contenimento” e le amministrazioni locali “molto esposte ai vincoli di restrizione. Nel conto che comprende Regioni, Province e Comuni, durante il biennio 2010-2011, la diminuzione è stata vicina al 20%”.

Per cercare di chiarire meglio la questione e per approfondire i timori dell’Anci, Yahoo! Finanza ha sentito Alessandro Cattaneo.

Quali sono i Comuni che rischiano di essere penalizzati maggiormente dalla spending review?
La minaccia più consistente riguarda tutte quelle realtà che con l’Imu hanno incassato molto meno di quanto era stato previsto dal governo. Ci sono amministrazioni che dall’imposta immobiliare hanno ricevuto anche il 70 per cento in meno rispetto a quanto era stato preventivato. Molte di queste città hanno già dovuto subire un taglio dei trasferimenti pari alla previsione sbagliata sugli introiti.

Si parla di tagli imponenti alle amministrazioni comunali.
Dove andranno a incidere?
La situazione ha raggiunto un livello di massima allerta. In questo momento sono a rischio molti servizi essenziali: case popolari, scuole, manutenzione delle strade. E l’erogazione delle retribuzioni ai dipendenti pubblici rischia di restare bloccata a partire da agosto. Il culmine della criticità verrà però toccato a dicembre, quando a causa dei tagli numerose amministrazioni comunali faticheranno pesantemente a chiudere i bilanci.

Il governo vi ha accusato di eccessivo allarmismo. Cosa si sente di rispondere?

Questo governo
, sin dall’inizio, ha denotato un approccio pregiudiziale verso gli enti locali che vengono visti a priori come dei centri di spesa. Noi non ci lamentiamo perché vogliamo difendere i privilegi, che pur esistono, ma perché chiediamo che vengano realizzati tagli in maniera oculata. I tagli non possono essere generalizzati e non devono colpire linearmente, ma dovrebbero andare a sradicare le sacche di inefficienza. Penalizzare tutti indistintamente sta determinando un collasso del sistema. Bisogna, invece, lavorare con criterio per combattere chi amministra e spende male.

Spending review, a Genova in piazza i dipendenti della ProvinciaGenova (TMNews) - "L'unico spreco è Monti, tagliamolo": è l'invito che campeggia sullo striscione di apertura del corteo dei dipendenti della Provincia di Genova, scesi in piazza nel centro della città contro i tagli previsti dal decreto sulla spending review varato dal Governo. Dietro lo slogan ci sono circa 200 persone tra dipendenti della Provincia e lavoratori dell'indotto. Gianfelice Isola, coordinatore Rsu Provincia di Genova, denuncia: si tagliano le province che lavorano di più. "La provincia di