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I governatori chiedono un intervento del governo: "Decida"

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·3 minuto per la lettura
ROME, ITALY - OCTOBER 22: Italian Prime Minister Giuseppe Conte wearing a protective mask delivers his speech during the informative debate about further initiatives adopted by Italian government related to the Covid-19 epidemiological emergency at the Camera dei Deputati (Chamber of Deputies, on October 22, 2020 in Rome, Italy. Today Italian Prime Minister Giuseppe Conte told the Chamber of Deputies (Camera dei Deputati) that the government is ready to take further action amid the increase of COVID-19 infections in Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - OCTOBER 22: Italian Prime Minister Giuseppe Conte wearing a protective mask delivers his speech during the informative debate about further initiatives adopted by Italian government related to the Covid-19 epidemiological emergency at the Camera dei Deputati (Chamber of Deputies, on October 22, 2020 in Rome, Italy. Today Italian Prime Minister Giuseppe Conte told the Chamber of Deputies (Camera dei Deputati) that the government is ready to take further action amid the increase of COVID-19 infections in Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

Italia a macchia di leopardo. Almeno per ora. Fioccano le ordinanze dei presidenti delle Regioni a cui rispondono alcuni sindaci che si oppongono. È il caos. Da Nord a Sud si spengono le luci della movida, e scattano le misure di contenimento che vanno dal coprifuoco notturno alla chiusura delle piazze e delle strade dove si consumano più cocktail. Obiettivo è evitare gli assembramenti visti negli ultimi mesi e considerati tra i vettori più probabili di contagi Covid. Ai presidenti di Regione viene lasciato il compito di decidere e quindi c’è chi, come Vincenzo De Luca, vorrebbe un nuovo lockdown per la Campania.

Troppo per l’esecutivo e per il premier Giuseppe Conte che non fa altro che dire che non ci sarà un nuovo lockdown generalizzato. I governatori però non ne possono più. Chiedono linee guida nazionali, un provvedimento che parta dal governo centrale. Insomma: “Il governo deve decidere”, è la richiesta che arriva da più parti. Soprattutto per quanto riguarda la scuola. Ci sarebbe dovuta essere una riunione tra il ministro delle Autonomie Francesco Boccia e i presidenti per discutere proprio della didattica a distanza se e come farla, in quale percentuale. Ma le posizioni tra il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e le Regioni sono così distanti che sarebbe stato impossibile mediare.

Sotto la pressione dei governatori e anche dell’opinione pubblica, dei cittadini spaesati, con ogni probabilità il governo batterà un colpo nelle prossime ore per uniformare le varie ordinanze e decidere misure più rigide. Per adesso hanno debuttato alcune regioni, tra cui la Lombardia con lo stop forzato ai locali del divertimento, stasera parte tocca al Lazio e alla Campania: per quest’ultima sarà probabilmente superato nelle prossime ore da un drastico provvedimento di chiusura generalizzata annunciato dal governatore Vincenzo De Luca.

Oltre al coprifuoco, che per ordinanza regionale scatta alle 24, nella Capitale saranno transennate dalle 21 alcune zone della movida per evitare assembramenti e il Campidoglio lavora a un’ordinanza per lo stop di vendita di alcolici nei minimarket la notte durante i weekend. In Campania, stop a tutte le attività entro le 23 e coprifuoco fino alle 5 del mattino: mezz’ora di tolleranza per chi esce da bar e ristoranti, autocertificazione in tasca per coloro che dovessero muoversi per esigenze di lavoro, salute o altre urgenze. Misure che nella regione di De Luca sono state accolte con mobilitazioni di protesta degli operatori, ieri sera sul lungomare di Napoli e stamane con un blocco stradale a Salerno. Confapi, dopo l’annuncio del lockdown regionale, annuncia di essere pronta a scendere in piazza.

Dalla mezzanotte di sabato coprifuoco notturno anche in Calabria con il blocco degli spostamenti fino alle 5. Oltre alle regioni, molti Comuni stanno varando in queste ore misure contro gli assembramenti. Non tutti i sindaci scelgono la strada della chiusura, resa possibile dall’ultimo Dpcm. Il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, ordina il divieto di stazionamento, dalle 21 e fino alle 5 del giorno successivo, venerdì, sabato e domenica in varie zone della città soprattutto al centro, nelle zone della movida e dei locali, e nel centro storico. Non si potrà quindi stare fermi davanti a pub e ristoranti lungo le strade per evitare assembramenti. Per i trasgressori è prevista una multa che va da 400 a mille euro. Misura analoga (dalle 21 alle 2) nell’area del centro storico di Foggia dove abitualmente si concentrano le uscite serali.

A Torino, da stasera, accesso limitato dalle 22.30 alle 5 nell’area intorno a piazza Santa Giulia e in via Matteo Pescatore: potranno entrare i residenti, chi fa loro visita e chi deve raggiungere locali o ristoranti ma solo per il tempo della consumazione al tavolo. A Firenze confermato l’ingresso contingentato a mille persone in piazza Santo Spirito nelle sere di venerdì e sabato, e l’introduzione di due ‘aree di massimo rispetto’ con il divieto di stazionamento dalle 19 alle 2. E si potrebbe continuare all’infinito tra le varie città e ordinanze. Nell’impazienza dei governatori che chiedono un intervento del premier Conte.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.