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Ecco chi sono i leader e ritardatari del cambiamento climatico

Pierpaolo Molinengo
 

Legal & General Investment Management (LGIM) pubblica oggi il suo secondo report annuale sui “leader e ritardatari” (leaders and laggards) del cambiamento climatico, nell’ambito dell’impegno assunto sotto il Climate Impact Pledge.

Introdotto nel 2016, il Climate Impact Pledge rappresenta l'impegno di LGIM nell’avviare azioni di engagement nei confronti delle maggiori aziende all’interno di sei settori identificati come quelli chiave per raggiungere gli obiettivi globali legati al cambiamento climatico: oil&gas, settore estrattivo, utility elettriche, settore automobilistico, vendita al dettaglio di alimentari e servizi finanziari.

I risultati di quest'anno rivelano miglioramenti nei punteggi medi di tutti e sei i settori, alcuni dei quali sotto controllo pubblico, come oil&gas, utilities e settore auto, con grandi passi avanti in termini sia di trasparenza (disclosure) sia per il raggiungimento degli obiettivi. Un aumento dei punteggi medi è stato osservato anche a livello geografico, in tutte le principali aree analizzate, inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Europa e Asia Pacifico.

Tuttavia, la ricerca di LGIM ha anche rivelato una significativa divergenza tra leader e ritardatari all'interno degli stessi settori, oltre a segnali di stagnazione all'interno di settori quali i finanziari e i food retailer. La divergenza all'interno degli Stati Uniti è particolarmente marcata in quanto le aziende si trovano ad affrontare una dicotomia tra la posizione federale sull'Accordo di Parigi e altre iniziative globali, a livello statale e anche locale per affrontare le questioni climatiche.

Favorire il cambiamento attraverso il dialogo costruttivo e risultati di forte impatto

Dal 2018, la preoccupazione dell'opinione pubblica riguardo al pericolo del cambiamento climatico è molto aumentata, di fronte a prove scientifiche allarmanti che sottolineano sempre più l'urgenza di affrontare il tema.

LGIM evidenzia che il dialogo fruttuoso con le aziende nell'ambito del Pledge ha portato ad azioni tangibili e cambiamenti nelle discussioni a livello di board sulla costruzione di strategie resilienti di fronte a tendenze politiche, tecnologiche e dei consumi in rapida evoluzione. Come parte della responsabilità di LGIM in quanto investitore di lungo periodo, il Pledge ha l’obiettivo di evidenziare le aziende che hanno assunto un ruolo guida in ciascuno dei settori.

Nel giugno 2018, LGIM ha votato contro e disinvestito da otto società appartenenti alla gamma di fondi Future World per la loro inazione persistente nell’affrontare il rischio climatico. Da allora, la società ha avviato con successo azioni di engagement con tutte e otto le società e, visti i risultati positivi ottenuti, Occidental Petroleum e Dominion Energy sono state reintegrate.

Nonostante il momentum positivo, tuttavia, rimane ancora molto lavoro da fare. Sulla base del report aggiornato nel 2019, LGIM voterà contro le decisioni di cinque nuove società che verranno rimosse dalla gamma Future World a causa di risultati insoddisfacenti: ExxonMobil Corporation, Hormel Foods, Korean Electric Power Corporation, Kroger e Metlife. Questi nomi si aggiungono a China Construction Bank, Rosneft Oil, Japan Post Holdings, Subaru, Loblaw e Sysco Corporation, che, pur rimanendo tutti impegnati su questo fronte, non hanno ancora intrapreso le azioni concrete e necessarie per garantire la loro reintegrazione.

Meryam Omi, Head of Sustainability and Responsible Investment Strategy di LGIM ha affermato: il nostro Impact Climate Pledge dimostra che l’engagement può essere uno strumento potente se applicato con continuità. Un’attività di dialogo a cui non segue nessuna azione non è più adatta allo scopo data l'urgenza di affrontare il cambiamento climatico. Siamo enormemente incoraggiati dai progressi compiuti da molte aziende. Le società in fondo al ranking stanno recuperando terreno, mentre i leader continuano ad aprire nuovi orizzonti. Ma sappiamo che è necessario fare molto altro e continueremo a spingere le aziende a costruire modelli di business adatti a un futuro prospero e sostenibile.

Autore: Pierpaolo Molinengo Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online