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I più amati dai gestori Usa

Morningstar
 

Alibaba (Berlino: AHLA.BE - notizie) e Facebook (NasdaqGS: FB - notizie) mettono d’accordo analisti e manager Usa. I due titoli sono tra quelli più acquistati dai fundmanager americani nel terzo trimestre e sono entrambi valutati con un Economic moat ampio e con un rating di quattro stelle.

Le azioni del social network americano sono state acquistate da quattro dei 26 gestori intervistati da Morningstar (NasdaqGS: MORN - notizie) nel periodo preso in considerazione. Tre, invece, i fund manager che hanno preso posizione su Alibaba.

I numeri confermano la forza di Facebook

Facebook ha ceduto quasi il 20% da inizio anno (al 14 dicembre 2018 in dollari), penalizzata soprattutto dalle controversie di Cambridge Analytica nella scorsa primavera e dai deludenti risultati realizzati nel secondo trimestre, ma il giudizio degli analisti di Morningstar è rimasto invariato.

“L’azienda ha costruito la sua posizione di vantaggio grazie allo sfruttamento dell’effetto network. Facebook (Swiss: FB-USD.SW - notizie) è il più grande social network al mondo, con oltre 2 miliardi di utenti attivi mensilmente e detiene un’enorme quantità di dati anagrafici e delle abitudini di spesa non solo degli iscritti alla piattaforma ma, attraverso l’accesso con le credenziali di Facebook, anche di quelli che utilizzano molti altri siti e applicazioni. Un patrimonio di informazioni che fa gola a tutte le  aziende che vogliono promuovere i propri prodotti e servizi”, dice Ali Mogharabi analista azionario di Morningstar. “La conferma dell’elevata redditività del business dell’azienda arriva dai numeri del terzo trimestre, nel quale si è registrato un aumento degli inserzionisti e del prezzo medio delle pubblicità, a dimostrazione di una capacità di monetizzare il traffico sulla sua piattaforma superiore rispetto a tutti gli altri social network”.

Gli analisti si aspettano che Facebook continui a beneficiare del trend relativo al progressivo spostamento degli investimenti pubblicitari dalla Tv al canale online, in particolare sul segmento mobile dov’è tra le meglio posizionate, e che riuscirà a mantenere alto il livello di interazione con gli utenti attraverso l’introduzione di nuove tecnologie come quella dell’intelligenza artificiale o della realtà virtuale. Sulla base delle previsioni per i prossimi cinque anni, che indicano una crescita media del fatturato del 22,7%, la stima del fair value del titolo è pari a 186 dollari (report aggiornato al 31 ottobre 2018).

Alibaba sulle orme di Amazon

Il 2018 è stato molto negativo anche per Alibaba, che ha perso quasi il 15% della sua capitalizzazione di mercato anche a causa dei timori di una possibile guerra commerciale tra Washington e Pechino. Ora è scambiata a un tasso di sconto del 40% rispetto al fair value di 240 dollari (report aggiornato al 15 novembre 2018). Il gruppo cinese è proprietario delle tre maggiori piattaforme per acquisti online del paese (Taobao, Tmall e Juhuasuan) che le permettono di realizzare un volume di vendite superiore a quello di Amazon ed eBay messe insieme. Questo le garantisce la possibilità di sfruttare un forte effetto network (poiché l’elevato traffico di utenti catalizza un numero sempre maggiore di produttori creando un circolo virtuoso che si autoalimenta) e un vantaggio di costo rispetto ai competitor.

“Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) corso degli ultimi anni il management ha in qualche modo seguito le orme di Amazon avviando un processo di transizione da pura azienda di e-commerce a una con un modello di business più diversificato che comprende il cloud computing e i media online, ma il principale driver della crescita futura dell’azienda continuerà a essere il segmento delle vendite online (dal quale ricava il 76% del suo giro d’affari), che beneficerà dell’allargamento della copertura della rete Internet nel Paese e del progressivo aumento del reddito medio. In base a queste ipotesi le nostre previsioni per i prossimi cinque anni indicano un progresso medio dei ricavi del 36%”, dice R.J. Hottovy analista azionario di Morningstar.

Di Francesco Lavecchia

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online