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I ritardatari fanno arrabbiare, ma.... hanno più successo


Sei cronicamente in ritardo? Se le lancette dell'orologio per te sono un optional, è la scienza a svelarti perché non ce la fai proprio ad arrivare puntuale ad un appuntamento, rischi costantemente di perdere treni e aerei e ritiri tuo figlio sempre cinque minuti dopo il suono della campanella...

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Gli scienziati hanno scoperto che questa inclinazione è strettamente legata ad alcuni tratti della personalità. Nello specifico, i ritardatari più impenitenti non riescono a giudicare con precisione il tempo necessario per svolgere un compito: un'inclinazione che prende il nome di "errore di pianificazione". Si è calcolato che in media, i ritardatari sottovalutano il tempo necessario per completare un compito di un significativo 40 percento.

Nel 2001, Jeff Conte scoprì che esiste un tipo di personalità più incline ad essere in ritardo. Gli individui di Tipo A, più orientati ai risultati, hanno maggiori probabilità di essere puntuali; gli individui di Tipo B, più rilassati, sono più propensi al ritardo e all'approssimazione. In effetti, le persone di tipo A e di tipo B ritengono che il tempo passi in modo diverso. Per gli individui di tipo A, un minuto trascorre in circa 58 secondi, mentre per le persone di tipo B un minuto dura 77 secondi

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Si stima che gli Stati Uniti perdano 90 miliardi di dollari ogni anno a causa delle persone che arrivano in ritardo. Gli scienziati stanno iniziando a mettere a punto strategie che possono lentamente migliorare la nostra puntualità. Per esempio, per le persone che sottovalutano costantemente i compiti, suddividere un'attività in passaggi molto dettagliati può aiutare a stimare in modo più accurato quanto tempo si impiegherà a portare a termine un'attività. Così come chiedere alle persone di immaginare mentalmente un compito prima di farlo può aiutarle a essere più realistiche sulla sua durata.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere, anzi pare che le persone di maggior successo siano proprio quelle che non hanno il vizio di spaccare il secondo. Dalle ricerche emerge per esempio che i ritardatari hanno maggiori probabilità di essere multitasking, proprio perché hanno meno consapevolezza di quanto tempo impiegano per svolgere un compito. In uno studio del 2003 condotto da Jeff Conte della San Diego State University negli Stati Uniti, emerse infatti che su 181 operatori della metropolitana di New York City, quelli che preferivano il multitasking erano più spesso in ritardo sul lavoro. Essere multitasking non è cosa da poco: è sinonimo di curiosità, creatività e apertura mentale, doti fondamentali per emergere ed avere successo nel lavoro come nella vita.

I ritardatari inoltre, pur andando incontro a inesorabili ramanzine e obiettive inefficienza, sembrano essere persone di maggior successo rispetto agli ossessivi della puntualità. Come evidenzia, Diana DeLonzor, consulente di aziende di Fortune 500 e autrice del saggio “Never be Late Again: 7 Cures for the Punctually Challenged”, sono infatti più ottimisti, entusiasti e in grado di assumersi rischi.