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Ibra c'è, ora il Milan cerca il suo apprendista. Ma la Champions può cambiare tutto

FA
·3 minuto per la lettura

Zlatan Ibrahimovic c'è. Il giorno dopo la pesante sconfitta interna con il Sassuolo e il caos Superlega, il Milan riparte dal suo totem per dare un segnale con il rinnovo messo definitivamente nero su bianco, a suggellare un rapporto solido che proseguirà anche la prossima stagione e oltre, visto il desiderio espresso dallo stesso giocatore di 'restare per tutta la vita'. Ma lo svedese da solo non può bastare per garantire un attacco affidabile in vista del 2021/22. A ottobre gli anni saranno 40 e per quanto Ibra sia un maestro nella gestione del proprio corpo e ami definirsi un 'Benjamin Button', gli ultimi mesi hanno confermato un incremento degli acciacchi: solo da fine novembre ad oggi sono quattro gli infortuni muscolari rimediati dal gigante di Malmoe, che lo hanno costretto a saltare 12 partite in campionato e 4 in Europa League. Urge trovare un ricambio, qualcuno che possa alternarsi e dare fiato allo svedese come finora non sono stati in grado di fare Rafael Leao e Mario Mandzukic (arrivato a gennaio): ecco perché il Milan è alla ricerca di un apprendista per Ibra.

DECIDE LA CHAMPIONS - L'acquisto di un nuovo centravanti è uno degli obiettivi prefissati per l'estate, come sono già stati individuati da Maldini e Massara i profili giusti per affiancare Ibrahimovic: Andrea Belotti è un vecchio pallino e non ha bisogno di presentazioni, Dusan Vlahovic è la scommessa e ha già dato il proprio gradimento ai rossoneri così come Gianluca Scamacca, che vedrebbe di buon occhio la possibilità di lavorare all'ombra dello svedese. Più defilato Donyell Malen del PSV, ritenuto meno punta centrale rispetto ai tre citati in precedenza. Nomi e obiettivi definiti, uniti da un comune denominatore: i costi delle eventuali operazioni. Il contratto in scadenza nel 2022 e la trattativa per il rinnovo che non decolla hanno abbassato le pretese del Torino per Belotti, ma comunque non al di sotto dei 30 milioni di euro. Più onerosi invece Scamacca (contratto fino al 2023, il Sassuolo lo valuta intorno ai 40 milioni) e Vlahovic (la Fiorentina chiede 50 milioni in virtù del contratto fino al 2023). Affari costosi, ecco perché per il Milan diventa fondamentale la qualificazione alla prossima Champions League e i derivanti introiti, che garantirebbero un tesoretto per il centravanti e per altre operazioni importanti (tra queste anche la conferma di Tomori). L'accesso alla massima competizione europea, tuttavia, è tutt'altro che scontata vista la lotta serrata (66 Milan, 65 Atalanta e Juventus, 63 Napoli: quattro squadre in quattro punti) che il ko casalingo con il Sassuolo ha ulteriormente complicato e un calendario impegnativo nel finale di campionato (scontri diretti con Lazio, Juve e Atalanta). Non centrare il ritorno in Champions potrebbe cambiare drasticamente i piani per l'attacco, piste onerose come Vlahovic e Scamacca diventerebbero impercorribili, rimescolando le carte anche per alcune pedine ancora in rosa: non sarebbe esclusa in questo scenario la permanenza di Mandzukic (il Milan ha un'opzione unilaterale per il rinnovo del contratto) e Leao (cedibile solo a fronte di offerte superiori ai 30 milioni), nonostante i due non abbiano dato garanzie in assenza dello svedese. Ibra c'è, ma chi lo affiancherà non è ancora deciso: la Champions giocherà un ruolo cruciale in questa scelta.