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Iccrea, dg Pastore: "Al via importante percorso di rebranding e focus su sviluppo digitalizzazione"

(Adnkronos) - "Abbiamo avviato un importante percorso di rebranding, con cui abbiamo voluto dare un tributo alla storia delle nostre Bcc, ridisegnando in chiave moderna il tradizionale logo Bcc abbinato al nodo di Salomone (la doppia c), patrimonio identitario del credito cooperativo". Lo anticipa, all'Adnkronos, il direttore generale di Iccrea Banca, Mauro Pastore, che sui progetti del gruppo indica anche "un altro grande impegno" che è quello "relativo all’ulteriore sviluppo nella digitalizzazione, che dovrà accompagnare la nostra naturale relazione privilegiata con i clienti".

Guardando all'anno scorso, continua Pastore, "nel 2021 abbiamo effettuato azioni importanti su più fronti, dopo lo scoppio della pandemia nel 2020. Abbiamo rafforzato il nostro impegno per accrescere i ricavi dell’intero Gruppo, oggi formato da 122 Bcc, focalizzandoci su più linee di business industriali per accrescere i servizi al territorio. Da questo percorso nasce la partnership sulla monetica, con la cessione a Fsi del 60% di Bcc Pay. L’operazione - dice ancora - ci ha permesso di valorizzare il posizionamento già importante che, come Iccrea, abbiamo sui sistemi di pagamento, con circa 4 milioni di carte gestite, oltre 200 mila Pos e 50 miliardi di euro di transato. Sempre sul fronte retail abbiamo siglato la partnership con Pitagora sulla cessione del quinto dello stipendio, dove nel 2022 puntiamo a raddoppiare i volumi".

"Intenso - ricorda inoltre il direttore generale - è il lavoro anche nel risparmio gestito, con il miglioramento dei prodotti e dei servizi a disposizione dei clienti. Nel 2021 abbiamo poi proseguito con le misure di sostegno all’economia reale. Siamo Credito Cooperativo, e abbiamo continuato ad assistere il territorio: con moratorie per oltre i 20 miliardi di euro, e finanziamenti ex dl Liquidità per 8,8 miliardi di euro complessivi. Su questi fronti stiamo continuando la nostra azione di forte attenzione su tutti i territori", conclude Pastore.

Il ruolo sul territorio - "Il credito cooperativo vuole favorire lo sviluppo delle comunità locali anche grazie alla presenza nei territori più lontani dai grandi centri. È una caratteristica che ci contraddistingue. In alcuni territori, infatti, sono presenti solo nostre filiali" ma, dice ancora Pastore, per permettere che la situazione si mantenga "è altrettanto importante che uno sportello abbia un equilibrio economico". Insomma, dice Pastore, "se le comunità riconosceranno alle nostre filiali un ruolo centrale nell’economia dei territori, rivolgendosi ad esse per le loro esigenze creditizie, tenendo conto che ogni Bcc oggi può offrire, grazie al contributo del gruppo, un’offerta evoluta e da grande gruppo nazionale, si potranno combinare le due esigenze: i nostri sportelli assisteranno i piccoli centri e contemporaneamente essi saranno in equilibrio con i costi", spiega ancora il dg.

Pnrr - Per "proseguire sulla strada del supporto alle famiglie e delle piccole imprese del territorio, continuando a supportarle con i finanziamenti e con i servizi" non si deve "far perdere l’opportunità di crescita data dal Pnrr, affinché le risorse che arrivano dall’Ue possano andare a beneficio anche delle Pmi e non solo delle grandi stazioni che ricevono gli appalti", dice Pastore in riferimento al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Vigilanza europea - Anche "se comprendo le ragioni che hanno indotto la vigilanza europea ad alcune scelte in passato, oggi i tempi potrebbero essere maturi per una riflessione più rotonda sul principio di proporzionalità, e sul ruolo sociale che le Bcc hanno presso le loro comunità", continua Pastore nel ricordare comunque come, infatti, la vigilanza abbia "dovuto procedere a salvaguardare la stabilità finanziaria dopo le crisi degli anni scorsi, con inevitabili conseguenze anche nelle dinamiche di confronto tra banche e clienti, famiglie e Pmi, anch’esse coinvolte in regolamentazioni che nel tempo si sono oggettivamente irrigidite". Anche perché, aggiunge il dg, "le Bcc sono anzitutto cooperative. Il nostro gruppo vede coinvolti 845mila soci e le regole europee impattano, oltre che nella quotidianità di ogni banca di credito cooperativo, anche verso i soci e tutte quelle piccole e medie imprese che rappresentano l’ossatura della nostra economia". Per questo motivo, dice ancora, "Iccrea, come capogruppo, ha lavorato in questi anni per costruire una rete efficace di salvaguardia per ogni Bcc e i propri soci e clienti: un prossimo passo potrebbe essere quello di snellire alcuni framework a beneficio di banche nate per non essere considerate e trattate alla stessa stregua di multinazionali del credito, con evidenti conseguenze nel supporto ai territori", spiega Pastore.

Gli impatti del conflitto di Ucraina - "Siamo stati sempre al fianco delle economie locali, vogliamo preservare questo ruolo che ci contraddistingue, ma allo stesso tempo sappiamo che è difficile fare previsioni concrete dell’impatto del conflitto a medio o a breve termine", dice, nel dfinire l'attuale scenario, tra guerra in Ucraina, pandemia e crisi delle materie prime "una situazione ancora molto complessa" che si riflette "sul singolo privato, che ogni mese deve tenere d’occhio i propri conti". Una situazione difficile anche "per l’azienda, e ancora di più per una Pmi, quando deve raccogliere per il proprio lavoro le materie prime, o tenere i motori della propria impresa accesi, con i costi maggiorati di energia".

Così come il governo "sta lavorando per alleggerire il carico che l’economia italiana deve sopportare" anche il gruppo Iccrea "vuole continuare a fare la sua parte, sulla scia dell’anno passato. Nel 2021 abbiamo incrementato l’impegno verso famiglie e piccole e medie imprese - ricorda Pastore - con una crescita degli impieghi netti del 2,3% a 88,7 miliardi di euro, e fondi propri che oggi arrivano a 12 miliardi".

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