Italia markets open in 1 hour 23 minutes
  • Dow Jones

    35.719,43
    +492,40 (+1,40%)
     
  • Nasdaq

    15.686,92
    +461,76 (+3,03%)
     
  • Nikkei 225

    28.860,62
    +405,02 (+1,42%)
     
  • EUR/USD

    1,1294
    +0,0022 (+0,19%)
     
  • BTC-EUR

    44.848,27
    -868,18 (-1,90%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.312,21
    -9,07 (-0,69%)
     
  • HANG SENG

    23.997,74
    +14,08 (+0,06%)
     
  • S&P 500

    4.686,75
    +95,08 (+2,07%)
     

Ictus, il fattore tempo decisivo per salvare vite

·5 minuto per la lettura

ROMA (ITALPRESS) - Debolezza da un lato del corpo, bocca storta, difficolta' a parlare o comprendere (afasia), muovere con minor forza un braccio, una gamba o entrambi, vista sdoppiata o campo visivo ridotto, mal di testa violento e improvviso, insorgenza di uno stato confusionale, non riuscire a coordinare i movimenti ne' stare in equilibrio: questi sintomi, tutti o in parte, indicano che potrebbe trattarsi di ictus cerebrale.

"Il 29 ottobre si celebra, come ogni anno, la Giornata Mondiale contro l'Ictus Cerebrale e la World Stroke Organization ha voluto - per l'edizione 2021 - accendere i riflettori su quanto sia importante il riconoscimento tempestivo dei sintomi, lanciando il tema "Minutes can save lives": i minuti cioe' possono salvare vite umane, perche' quando si tratta di ictus ogni perdita di tempo puo' causare problemi. 1 persona su 4 verra' colpita da ictus nel corso della propria vita, ma ogni minuto e' prezioso": basti pensare che per ogni secondo che si ritarda dopo l'ictus vengono bruciati 32mila neuroni e per ogni minuto ben 1,9 milioni", dichiara Andrea Vianello, neopresidente di A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale).

"L'ictus e' una patologia tempo-dipendente - afferma il professore Mauro Silvestrini, Presidente dell'Italian Stroke Association (ISA) e Responsabile della Clinica Neurologica Ospedali Riuniti di Ancona. I risultati positivi che possono essere ottenuti grazie alle terapie disponibili (trombolisi e trombectomia meccanica) sono strettamente legati, infatti, alla precocita' con cui si interviene. E' dunque fondamentale riconoscere il prima possibile i sintomi e chiamare il 112 per poter arrivare in tempi rapidi in Ospedale. In questo modo si puo' pensare di ridurre non solo il rischio di mortalita', ma anche di evitare ictus particolarmente gravi, cercando di limitare danni futuri e soprattutto le conseguenze di disabilita', molto spesso invalidanti, causati da questa malattia".

Se compare anche uno solo dei sintomi precedentemente illustrati, e' necessario chiamare subito il 112 (in quelle regioni dove e' attivo il numero unico di emergenza) o il 118 perche' e' fondamentale che la persona venga portata il piu' rapidamente possibile negli ospedali, possibilmente dotati dei centri organizzati per il trattamento, cioe' le Unita' Neurovascolari (Centri Ictus - Stroke Unit). Questi reparti sono altamente specializzati per l'inquadramento clinico-diagnostico-terapeutico e per la miglior gestione della malattia - dalla fase acuta alla riabilitazione neuromotoria e cognitiva precoce fino alla prevenzione delle possibili complicanze.

E' necessario dunque attuare tutte le strategie possibili per sensibilizzare i cittadini sul "fattore tempo" perche' la finestra temporale per intervenire e' racchiusa entro le prime 4,5 - massimo 6 ore, anche se un recente studio pubblicato sulla rivista Stroke (Time to Endovascular Treatment and Outcomes in the DAWN Trial) segnala, riportando numerosi casi, che lo spazio per un intervento efficace e' stato ora allargato fino alle 24 ore. Si tratta pero' di casi in cui i danni cerebrali sono circoscritti.

A.L.I.Ce. Italia Odv e' da sempre impegnata in campagne di informazione per favorire la conoscenza dell'ictus cerebrale e dei fattori di rischio che ne favoriscono l'insorgenza, sottolineando che ben l'80% di tutti gli episodi potrebbe essere evitato, partendo proprio dalla individuazione delle condizioni sulle quali si puo' intervenire, grazie a opportune modifiche nel proprio stile di vita tenendo adeguatamente sotto controllo le patologie che ne possono essere causa.

Tra queste, e' necessario segnalare la Fibrillazione Atriale (FA), aritmia cardiaca che colpisce nel nostro Paese circa 1 milione di persone ed e' la causa di circa il 20% degli ictus ischemici. "Chi e' affetto da FA - dichiara il professore Ciro Indolfi, Presidente della Societa' Italiana di Cardiologia - vede aumentare di 4 volte il rischio di ictus tromboembolico, che risulta generalmente molto grave e invalidante perche' l'embolo che parte dal cuore chiude arterie di calibro maggiore, con un danno ischemico a porzioni piu' estese di cervello; questa forma di ictus, infatti, determina una mortalita' del 30% entro i primi tre mesi dall'evento e lascia esiti invalidanti in almeno il 50% dei pazienti".

E' dunque di fondamentale importanza 'intercettare' il piu' rapidamente possibile i pazienti con FA e stabilire una terapia anticoagulante per ridurre il rischio di ictus, una volta effettuata la diagnosi.

"La relazione pericolosa tra ictus e fibrillazione atriale e' stata al centro della campagna di sensibilizzazione "Attenti a quei due" che si e' conclusa nei giorni scorsi dopo aver toccato Arezzo, Bari, Caserta, Catania, Torino e Vicenza - dichiara Nicoletta Reale, Past President di A.L.I.Ce. Italia Odv -. Grazie al contributo non condizionato dell'Alliance Bristol-Myers Squibb-Pfizer, abbiamo potuto realizzare, in queste 6 citta', coinvolte in un progetto-pilota, ben 125 videoconsulti con neurologi e cardiologi che sono stati a disposizione dei Cittadini per spiegare quali siano i migliori comportamenti da adottare per non essere colpiti da questa malattia. Con la campagna social, ideata per sensibilizzare la popolazione sull'importanza di non sottovalutare lo stretto rapporto tra cuore e cervello, abbiamo raggiunto quasi 800mila persone e ottenuto oltre 4.000 interazioni. Sono inoltre tantissime, quasi 4.500, le persone che hanno compilato il questionario. Purtroppo pero' la strada da fare e' ancora molta, basti pensare che soltanto il 17% ha risposto correttamente a tutte le domande. Sara' pertanto necessario proseguire con questo tipo di attivita', ampliando maggiormente la platea dei partecipanti in tutta l'Italia, in modo che tutti abbiano la possibilita' di essere informati sulle opportunita' che la medicina oggi offre in questo campo".

L'ictus cerebrale, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Quasi 150.000 italiani ne vengono colpiti ogni anno e la meta' dei superstiti rimane con problemi di disabilita' anche grave. In Italia, le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti piu' o meno invalidanti, sono oggi circa 1 milione, ma il fenomeno e' in crescita sia perche' si registra un invecchiamento progressivo della popolazione sia per il miglioramento delle terapie attualmente disponibili.

(ITALPRESS).

sat/com

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli