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Idee di investimento, dal tech al lusso è caccia aperta alle società di qualità

Leo Campagna
·6 minuti per la lettura
Idee di investimento, dal tech al lusso è caccia aperta alle società di qualità
Idee di investimento, dal tech al lusso è caccia aperta alle società di qualità

Nei prossimi mesi saranno le elezioni USA a guidare i mercati mentre nel medio lungo termine il focus è sui mercati emergenti, sulle città smart e sul medtech. Nel frattempo l’attenzione è sulla qualità della crescita

 

I POSSIBILI VINCITORI DOPO LE ELEZIONI USA

Il voto del 3 novembre si avvicina e la corsa tra il presidente uscente Trump e lo sfidante Biden si fa serrata. La posta è elevata, non solo per i due schieramenti politici, ma anche per le implicazioni per i mercati e le scelte di investimento, e riguardano tre aree specifiche in cui le differenze tra i due pretendenti alla Casa Bianca possono avere un impatto importante sulle allocazioni di portafoglio: tassazione degli utili societari, politica energetica e rapporti commerciali, non solo con la Cina. Mona Mahajan, US Investment Strategist, di AllianzGI, nell’articolo “Biden vs Trump: le tre differenze che interessano gli investitori”, rileva che i due candidati sono allineati in alcune aree, come il prezzo dei farmaci, i giganti tecnologici e le infrastrutture, con posizioni che non sono particolarmente gradite ai mercati, come la riduzione dei prezzi dei medicinali o l’aumento della regolazione delle grandi società tecnologiche. Secondo l’esperta, se nei prossimi 12-18 mesi l’economia rimbalza, ci sarà da aspettarsi una ampia partecipazione settoriale e geografica al movimento al rialzo dei mercati, anche al di là del gruppo di grandi titoli tecnologici che hanno guidato il recupero post-crisi. Per quanto riguarda l’allocazione di portafoglio, AllianzGI vede spazio per selezionati titoli ciclici, tecnologie emergenti con prospettive di crescita a lungo termine, e infine infrastrutture e energia pulita, tutti segmenti che potrebbero rivelarsi vincitori nel dopo elezioni.

MIGLIORANO LE STIME DELL’ANNO IN CORSO PER IL LUSSO

Restando nell’ambito dei settori, secondo Goldman Sachs, quello dei beni di lusso è destinato a superare la crisi prima rispetto ad altri comparti. Mentre altri settori faticano, come quello dei viaggi, i beni di lusso si stanno lasciando alle spalle il rallentamento causato dal Covid-19 in maniera più veloce del previsto, anche grazie agli acquisti nazionali, in particolare in Cina e Stati Uniti. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, questa attitudine potrebbe portare a un incremento nella quota di portafoglio che i gestori normalmente dedicano a questo ramo. Nell’articolo “Goldman Sachs: “Il lusso crescerà del 15%” gli analisti della banca d’affari USA rivedono al rialzo anche le stime per le vendite dell’anno in corso che diminuiranno del -25% rispetto alla precedente previsione del -30%, considerando che marchi come Louis Vuitton, Dior, Gucci, Hermès e Cartier potrebbero far registrare risultati migliori delle attese.

CRESCERE QUANDO GLI ALTRI NON RIESCONO

Nel settore del lusso, i grandi gruppi come LVMH e Hermès, hanno beneficiato della crescita del reddito globale e della domanda dei prodotti delle griffe più prestigiose ma, come fa notare David Polak, Investment Director per l’azionario di Capital Group nell’articolo “Dal tech fino al lusso, alla ricerca della crescita di qualità”, le tendenze globali dei consumi hanno favorito anche aziende più tradizionali, come Nestlé, mentre un altro esempio sono i pagamenti online, dove i cambiamenti sono significativi e duraturi, che hanno visto PayPal tra i leader del mercato. Secondo l’esperto di Capital Group i titoli più interessanti per la crescita di qualità a lungo termine sono identificabili solo con una comprensione dettagliata dei fondamentali e dei modelli di business, che consentono di valutare se un’azienda stia semplicemente cavalcando i successi dell’economia o vanti una reale capacità di far crescere i ricavi in modo sostenibile. Polak avverte che la capacità delle aziende quality growth di reggere relativamente alle flessioni del mercato poggia in larga misura sulla capacità di continuare a crescere, anche quando altri non ci riescono.

FOCUS SUI MERCATI EMERGENTI

Resta il fatto che il rialzo degli indici dai minimi di marzo è stato guidato dalle quotazioni sui massimi di un gruppo sempre più ristretto di aziende, soprattutto del settore tecnologico e delle comunicazioni, le cui attività sono in pieno boom (o almeno lo sono agli occhi degli investitori) nonostante o addirittura a seguito della pandemia e dei lockdown. Infatti, come fanno notare gli esperti di Raiffeisen Capital Management nell’articolo “Azioni Usa pronte a passare il testimone ai mercati emergenti?”, la maggior parte delle azioni quotate è ancora molto al di sotto rispetto ai valori di inizio anno. Una situazione che, da un lato implica segnali di allarme per una possibile correzione imminente e, dall’altro, evidenzia la presenza di tutta una serie di titoli non sopravvalutati che offrono agli investitori un buon potenziale di guadagno nei prossimi trimestri e anni. “Tra i titoli con queste potenzialità figurano società cicliche, più piccole e della ‘old economy’. Se nelle prossime settimane dovesse verificarsi un ‘cambiamento nei favoriti’ di Borsa, è molto probabile che anche i Paesi emergenti registrino rendimenti superiori alla media. In ogni caso, attualmente essi offrono un rapporto rischio-rendimento nettamente più interessante nel lungo periodo rispetto agli USA. Dopo il passato decennio delle azioni USA, fra poco potrebbe quindi iniziare il decennio dei paesi emergenti (e forse anche dell’Europa)” spiegano i professionisti di Raiffeisen CM.

CPR INVEST-FUTURE CITIES: FONDO TEMATICO AZIONARIO

In attesa di conoscere se questa previsione prenderà corpo, l’innovazione tecnologica dirompente continua a rivoluzionare la vita lavorativa e sociale. A questo proposito, per gli esperti di CPR AM (Gruppo Amundi), la vera sfida ora per lo sviluppo di città sostenibili è unire tutti gli investimenti attorno a un obiettivo comune. “Dobbiamo pensare oggi alla città di domani, un imperativo condiviso dagli esperti e da tutti coloro che, in questa fase, si impegnano ad essere una forza trainante per il cambiamento” afferma nell’articolo “Il futuro delle grandi città è “smart”: super tecnologiche e sostenibili” Arnaud du Plessis, gestore del CPR Invest – Future Cities di CPR AM (Gruppo Amundi), un fondo azionario globale che seleziona le aziende esposte a tutti gli aspetti dell’urbanizzazione contribuendo allo sviluppo sostenibile delle città. Le città costituiscono infatti il punto critico dei problemi più seri che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi anni: diminuzione delle risorse (acqua e combustibili fossili), vulnerabilità di fronte al cambiamento climatico e conseguenze della crescita incontrollata delle baraccopoli nell’ambiente urbano.

ACCESSO AGEVOLATO ALLE MIGLIORI CURE POSSIBILI ANCHE A DISTANZA

La buona notizia è che il miglioramento della salute dei cittadini tramite l’accesso agevolato alle migliori cure possibili anche a distanza è sempre più realtà grazie alla digitalizzazione, come spiegano gli esperti di Amundi e CPR AM nell’articolo “Perché investire nella digitalizzazione che rivoluziona la scienza della salute”. “L’assistenza sanitaria a distanza e la telemedicina permettono una serie di controlli da remoto sfruttando indicatori diagnostici che migliorano la salute dei cittadini tramite l’accesso agevolato alle migliori cure possibili anche a distanza. Gli operatori sanitari, per esempio, possono rispondere in modo più efficace ai bisogni delle persone che hanno contratto il virus e tenere traccia delle condizioni di salute delle persone infette”, spiegano gli esperti di CPR AM (Gruppo Amundi), la casa d’investimento che al tema delle innovazioni tecnologiche dirompenti, anche nell’ambito del settore sanitario, ha dedicato il fondo a gestione attiva CPR Invest Global Disruptive Opportunities.