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Idee di investimento - Obbligazioni - 1 giugno 2020

Leo Campagna
Idee di investimento - Obbligazioni - 1 giugno 2020

Mentre gli italiani si dichiarano più propensi ad affidarsi ai consulenti finanziari, la prudenza e un approccio flessibile restano premianti. Opportunità nelle obbligazioni bancarie e nel debito emergente

PIU’ SPAZIO ALLA CONSULENZA FINANZIARIA

Un sondaggio di Columbia Threadneedle Investments rivela che gli investitori italiani, preoccupati per le conseguenze della crisi da Covid 19, sono ora maggiormente disposti a chiedere il supporto di professionisti dell’investimento. Condotto a livello globale, il sondaggio ha interessato un campione rappresentativo di investitori italiani, ed ha offerto diversi spunti di riflessione. Tra i più importanti, come si legge nell’articolo Investimenti post-coronavirus, italiani più propensi ad affidarsi ai consulenti finanziari, c’è sicuramente il 42% che ha dichiarato che, in futuro, darà maggior valore e spazio alla consulenza finanziaria. Un dato che probabilmente va letto insieme al 65% di investitori che ha dichiarato di essersi pentito della pianificazione finanziaria fatta prima della crisi. In controluce, tuttavia, va ricordato che ad oggi solo il 13% degli investitori italiani ha incontrato o intende incontrare un consulente e il 17% è ancora restio a pagare per una consulenza professionale. La strada da fare, insomma, è ancora lunga, ma paradossalmente la crisi che stiamo attraversando potrebbe rappresentare un’occasione per invertire questa rotta.

UN APPROCCIO FLESSIBILE ATTUATO DA INVESTITORI PROFESSIONALI

Resta il fatto che, nelle situazioni imprevedibili e complesse come quella attuale, l’approccio attivo flessibile può evitare grosse perdite nei portafogli. Nei contesti come quello che stiamo attraversando, la reattività al mercato è fondamentale per evitare grosse perdite nei portafogli, ed è richiesto un approccio flessibile attuato da investitori professionali, capaci di assicurare, in modo tempestivo, un’efficace gestione degli asset in portafoglio. Operazioni mirate che consentono di contenere la volatilità e le perdite, grazie a tecniche di coperture del portafoglio, nelle fasi più impegnative del mercato (non attuabili dall’investitore fai da te), e a tempestive riaperture dell’esposizione ai mercati nel momento in cui le condizioni dovessero ristabilizzarsi. A questo proposito, come illustrato nell’articolo Fondi flessibili, una soluzione efficiente nell’attuale contesto di mercato, Euromobiliare Sgr ha sviluppato negli anni una solida expertise in questo ambito, allestendo una gamma completa di prodotti contraddistinti da una gestione flessibile: Flessibile 30, Flessibile 60 e Flessibile Azionario.

DINAMICA GUIDATA DA FATTORI TECNICI

Intanto il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management invita a mantenere un atteggiamento di prudenza, visto che le quotazioni di mercato non sembrano discernere tra gli emittenti con problemi di liquidità e quelli che rischiano di non sopravvivere. La differenza tra liquidità e solvibilità è evidente dal punto di vista dei fondamentali, ma le quotazioni di mercato hanno mostrato minor reattività a queste divergenze. Alcuni esempi: negli Usa, fa sapere il team, “i titoli High Yield di alta e bassa qualità (rappresentati dai segmenti di mercato con rating BB e CCC) hanno generato rendimenti identici da inizio mese (+1,2%). Di recente, i Paesi con rating più basso all’interno dei mercati emergenti (che logicamente hanno maggiori problemi di solvibilità, hanno sovraperformato”. Un andamento che indica come la recente dinamica positiva sia stata guidata da fattori tecnici, non dai fondamentali. In questo quadro dominato dall’incertezza, per gli esperti di J.P. Morgan Asset Management è “prudente focalizzarci sui mercati dove il calo delle quotazioni è stato determinato da problemi di liquidità, in quanto le banche centrali hanno fatto fronte a questo problema con misure generose”, mentre “ci muoviamo con circospezione nei mercati che vivono problemi di solvibilità”. Il recente rally non sembra aver tenuto conto di questa differenziazione, e quindi il team, come specificato nell’articolo Coronavirus, per gli investitori la pazienza è una virtù preferisce adottare un atteggiamento attendista.

INTERESSANTI LE OBBLIGAZIONI BANCARIE

Bruno Rovelli, Chief Investment Strategist di BlackRock Italia, dal canto suo, mantiene una view positiva sul comparto obbligazionario IG e la parte alta HY. Se è vero che i mercati azionari stanno recuperando il terreno perso per la crisi da coronavirus, BlackRock ripete che “gli utili torneranno ai livelli di fine 2019 non prima del 2022”. Per questo motivo, quindi, nel medio termine bisogna mantenere un approccio cauto anche in considerazione del fatto che alcune attività risentiranno pesantemente del distanziamento sociale che aumenta i costi e riduce i volumi d’affari. Resta positiva la visione di BlackRock per il settore corporate investment grade e per la parte di qualità dell’obbligazionario high yield dove "i rischi in portafoglio sono più che remunerati”. Da valutare, in ottica investimento, anche le obbligazione subordinate bancarie che, come dichiara nell’articolo BlackRock: “Le obbligazioni bancarie? Asset class ben supportata”, “rappresentano un’asset class in aggregato ben supportata”, anche perché i bilanci delle banche, rispetto a quelli del 2007-2008, sono nettamente più solidi.

DEBITO EMERGENTE POCO COLPITO DAI DEFLUSSI

Si può infine guardare con “sollievo” alla ripresa delle obbligazioni dei mercati emergenti, che beneficiano di modesti deflussi di capitali, nonostante lo storico crollo del prezzo del petrolio negli USA dovuto peraltro a fattori tecnici. Il Team di Gestione di Raiffeisen Capital Management, nell’articolo “In questa crisi anche i mercati emergenti possono contare sulle banche centrali”, segnala che la situazione dell’indebitamento dei Paesi emergenti è molto più diversificata rispetto all’area sviluppata, il che significa spesso meno margine di manovra per supporti fiscali e monetari, di cui ad esempio i paesi esportatori di petrolio avrebbero bisogno. Ma sottolinea che questa volta anche i Paesi emergenti, quasi senza eccezione, agiscono o possono agire con forti tagli dei tassi d’interesse, mentre nelle crisi precedenti spesso era necessario il contrario per rallentare i deflussi di capitale e il deprezzamento delle rispettive valute.