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Il 2020 da dimenticare di Renault: perdite record per 8 miliardi di euro

Matia Venini
·3 minuto per la lettura
Il 2020 da dimenticare di Renault: <br/ > perdite record per 8 miliardi di euro
Il 2020 da dimenticare di Renault:
perdite record per 8 miliardi di euro

La casa automobilistica francese ha pagato la crisi economica e le performance negative dell’alleata giapponese Nissan

Il 2020 non è stato un buon anno per Renault. Il costruttore transalpino ha infatti registrato una perdita record di 8 miliardi di euro, a fronte del rosso di 141 milioni dell’anno precedente. La casa automobilistica d’oltralpe ha pagato soprattutto la crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19, che ha danneggiato anche l’alleato giapponese Nissan, di cui Renault controlla il 43% del capitale.

CIFRE DISASTROSE

La crisi economica e sanitaria è costata a Renault un crollo delle vendite del 21,3%, pari a 2,95 milioni di immatricolazioni. I ricavi sono diminuiti del 21,7% a 43,5 miliardi di euro, mentre le principali voci reddituali risultano tutte negative. Il margine operativo, che nel 2019 si era attestato sui 2,66 miliardi, l’anno successivo è andato in negativo a -377 milioni di euro. L’utile operativo di 2,1 miliardi in un anno si è trasformato in una perdita di 1,99 miliardi.

IL RUOLO DI NISSAN

A pesare sui conti di Renault ci sono anche le performance negative di Nissan. La crisi economica ha colpito inevitabilmente anche la casa automobilistica di Yokohama, che da sola ha generato un negativo di 4,97 miliardi di euro nel bilancio dei francesi. Nel 2019 il costruttore giapponese aveva fornito un contributo positivo per 242 milioni.

IL RENDICONTO FINANZIARIO

Preoccupante anche il rendiconto finanziario. Nel 2020, il free cash flow industriale ha registrato un negativo di 4,55 miliardi. Una cifra figlia anche della mancanza di dividendi da parte di RCI Banque, la divisione finanziaria della casa automobilistica, che ha dovuto seguire le direttive della Banca Centrale Europea, la quale ha imposto a tutto il settore bancario del Vecchio Continente lo stop alle erogazioni in favore degli azionisti. Inoltre, a causa di una posizione finanziaria netta in negativo di 3,58 miliardi, il consiglio di amministrazione di Renault ha deciso di non distribuire dividendi ai soci, tra cui risultano anche lo Stato e Nissan.

MEGLIO IL SECONDO SEMESTRE

Se quindi il 2020 è da catalogare come uno degli anni più bui della storia di Renault, analizzando i dati dei dodici mesi emerge comunque un consistente recupero messo in atto nel secondo semestre. Le vendite sono calate solo del 6,8%, a 1,7 milioni di euro, i ricavi dell’8,9%, a 25 miliardi, mentre il margine operativo lordo si è attestato sugli 866 milioni. L’utile operativo ha toccato gli 8 milioni e i flussi di cassa industriali hanno sfiorato i 2 miliardi. Nonostante i risultati non troppo negativi, il bilancio del secondo semestre del 2020 si è chiuso comunque in perdita di oltre 600 milioni.

IL FUTURO

Renault guarda ora al 2021 con grande prudenza, visti il persistere della crisi pandemica e la carenza di semiconduttori. La casa automobilistica ritiene di riuscire a contenere gli effetti negativi di questi fattori limitando ad appena 100mila veicoli le perdite produttive previste per l’intero anno. In attesa della ripartenza dell’economia mondiale, la società francese sta comunque portando avanti una politica di riduzione dei costi sotto la guida dell’amministratore delegato Luca De Meo. Il suo piano per il rilancio dell'azienda, “Renaulution”, prevede di raggiungere i 2 miliardi di euro di tagli entro la fine del 2022.