Italia markets closed
  • Dow Jones

    29.878,16
    -168,08 (-0,56%)
     
  • Nasdaq

    12.073,29
    +36,51 (+0,30%)
     
  • Nikkei 225

    26.296,86
    +131,27 (+0,50%)
     
  • EUR/USD

    1,1922
    +0,0026 (+0,21%)
     
  • BTC-EUR

    15.897,84
    -295,67 (-1,83%)
     
  • CMC Crypto 200

    376,20
    +5,68 (+1,53%)
     
  • HANG SENG

    26.669,75
    +81,55 (+0,31%)
     
  • S&P 500

    3.628,09
    -7,32 (-0,20%)
     

Il 53,6% degli italiani accusa la politica: "Impreparati alla seconda ondata"

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·1 minuto per la lettura
(Photo: Koldunova_Anna via Getty Images)
(Photo: Koldunova_Anna via Getty Images)

La seconda ondata di Covid-19 spaventa gli italiani, sia sul piano sanitario che - soprattutto - su quello economico. E la maggioranza, questa volta, ritiene che che il governo si sia fatto trovare impreparato di fronte a un fenomeno che forse poteva essere gestito meglio. E’ quanto emerge da un sondaggio di Alessandra Ghisleri per La Stampa, che fotografa la paura e la rabbia degli italiani di fronte al riaccendersi dei contagi e al ritorno delle misure di contemimento.

Per il 53.6% degli italiani intervistati, il nostro Paese si è fatto cogliere impreparato soprattutto dal punto di vista sanitario; il dato interessante è che questa sensazione coinvolge anche gli elettorati della maggioranza.

Le preoccupazioni principali per i cittadini oggi ruotano proprio intorno al lavoro e alla disoccupazione (29.7%, +9.1% in un mese), al rilancio dell’economia nazionale (21.8%, +2.3% in un mese) e alla sanità (17.0%, +1.1% in un mese).

Se l’arrivo di Covid-19 in Italia all’inizio dell’anno aveva messo in evidenza una volta di più tutte quelle difficoltà pregresse del sistema, oggi la prospettiva è cambiata e ci sentiamo impreparati e non attrezzati per l’arrivo della seconda ondata. Oggi gli italiani si sentono nuovamente sguarniti di certezze e sicurezze. Non sempre riescono a trovare una logica complessiva nelle regole imposte.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.