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Il 5G corre, ma sulla rete neutrale

La Voce
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Le diverse reti-servizio che si svilupperanno con il 5G avranno bisogno di una rete neutrale, che garantisca un traffico Internet efficiente. Dunque, non potrà essere una rete integrata verticalmente. Quale sarà il suo possibile perimetro in Italia?

La definizione di rete neutrale

Il dibattito sulla “rete unica” ruota attorno a due questioni strettamente correlate: la definizione del suo perimetro ottimale e la necessità che sia o meno verticalmente integrata.

Fino a oggi, nell’universo dei sistemi “a rete”, il termine integrazione verticale è stato utilizzato per indicare l’integrazione tra la gestione di reti che rendono disponibile connettività “all’ingrosso” con l’utilizzo di quella connettività per la fornitura di servizi “al dettaglio”: la rete digitale terrestre Tv e i servizi di “broadcasting” e di raccolta pubblicitaria, la rete telefonica e il servizio voce o dati, la rete ferroviaria e il trasporto merci e passeggeri.

Nello scenario 5G, la “materializzazione” di Internet genera una molteplicità di reti costruite attorno a specifici servizi e integrate con gli oggetti fisici che li rendono possibili: computer al bordo delle strade (edge computing) e sui veicoli che permettono la guida assistita e autonoma; reti di distribuzione dei contenuti (Cdn) che ottimizzano il flusso dei contenuti della Tv in “streaming” per rendere possibile una visione senza interruzioni ad alta risoluzione; consolle di intrattenimento domestico, sensori (e apparati medici) per la medicina di prossimità e per abilitare i sistemi di produzione 4.0.

La competizione infrastrutturale sarà tra reti integrate con il servizio, gestite da operatori che hanno interesse a ottimizzarne l’efficienza per migliorare qualità dell’esperienza dell’utente e, al tempo stesso, proteggere e valorizzare i dati prodotti grazie all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale.

Le reti-servizio hanno bisogno di comunicare tra loro, di scambiarsi dati in modo sicuro e protetto e di interagire. Questo è il ruolo della rete neutrale. Non è una rete fisica “stupida” e passiva, ma una rete attiva, in grado di garantire la “consegna” del traffico Internet a tutti in modo neutrale ma anche efficiente. Una rete dal funzionamento coerente con le regole europee sulla net neutrality (neutralità della rete), ma anche in grado di sfruttare le caratteristiche di decomponibilità del traffico su reti virtuali dedicate (slicing) garantite dal 5G. Insomma, una rete che assicura in modo neutro, imparziale ed efficiente la connessione a tutte le reti-servizio specifiche. È la rete neutrale che dovrà garantire il nuovo accesso universale, rendendo ogni “luogo” del paese adatto alla realizzazione di ogni specifica rete-servizio garantendo un level playing field per la competizione infrastrutturale.

Ovviamente, dovrebbe essere una rete con tariffe di accesso definite dall’Autorità di regolazione e con l’unica missione di giungere a una copertura universale del paese e di garantire a tutti una connessione Internet di qualità crescente. Insomma, una rete neutrale con tutte le caratteristiche per essere “unica” e difficilmente replicabile.

La definizione del perimetro di una rete neutrale con queste caratteristiche diviene molto semplice: la rete neutrale arriva ovunque, ma si ferma al confine di ogni rete-servizio.

Facciamo qualche esempio per chiarire il concetto. La rete neutrale arriva a casa degli utenti ma non include la Lan (local area network) domestica; arriva ai siti di broadcasting ma non include i trasmettitori (e le frequenze); collega le Cdn (content delivery network) per la distribuzione dei contenuti o le reti di edge computing ma non le include; collega le stazioni radio-base per il servizio mobile o Fwa (fixed wireless access) ma non le comprende. Un operatore che ha acquisito le frequenze per il servizio mobile/Fwa o intende installare in ambiente domestico una smart-Tv o una consolle dedicata a servizi di intrattenimento avrà diritto a realizzare la propria rete, in competizione con altre reti-servizio, e a usufruire di una connessione efficiente a Internet garantita dalla rete neutrale.

Tutto ciò richiede ovviamente l’assenza di ogni possibile integrazione verticale tra la rete neutrale e una rete asservita a uno specifico servizio. Dunque, è escluso che un broadcaster Tv, un proprietario di una rete mobile o di streaming Tv controlli anche la rete neutrale. Di più: nessun proprietario di rete-servizio potrà avere una posizione tale da condizionarne le strategie di sviluppo.

Questa definizione riguarda dunque l’integrazione verticale tra rete neutrale e reti-servizio. La distinzione tra mercato wholesale e mercato retail che aveva caratterizzato la fase di liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni assume invece connotati diversi nello scenario 5G.

Per analizzare la nuova configurazione dei mercati è utile fissare la nostra attenzione su una particolare rete-servizio, quella costituita dalla Lan di proprietà di un utente finale (domestico o business) e collegata alla rete neutrale che consegna il traffico Internet alla porta di casa o dell’ufficio. Si tratta di una particolare rete-servizio, composta dai computer, dalle consolle, dalle smart-Tv e da tutti gli “oggetti connessi” e i dati prodotti a casa dell’utente e che quest’ultimo vuole proteggere dalle interferenze esterne. Fino a oggi il servizio di connessione a Internet dell’utente domestico o “business” è stato svolto da intermediari: direttamente dai gestori delle infrastrutture fisse oppure da operatori virtuali che cooperano all’attività commerciale e ai profitti degli operatori infrastrutturati, acquistando traffico all’ingrosso e vendendolo al dettaglio. Nel nuovo scenario la rete neutrale (e unica) ha il sostanziale monopolio dell’“ultimo miglio”, giunge fino a casa dell’utente e offre un servizio neutrale di connettività alle tariffe fissate dall’Autorità di regolazione. La presenza di una rete di questo tipo azzera la ragione d’essere di un qualsiasi margine tra prezzo all’ingrosso e prezzo al dettaglio per il servizio di mera connessione a Internet. La qualità del servizio wholesale alla porta di casa sarebbe identica a quella di un qualsiasi servizio “retail”.

La vera competizione nello scenario 5G è invece quella tra reti-servizio, ovvero reti che al mero traffico Internet aggiungono una componente infrastrutturale del servizio. La rete neutrale è un operatore wholesale only, mentre tutte le reti-servizio, dal grande porto al singolo utente domestico o business, sono suoi clienti retail.

Il perimetro della rete neutrale in Italia

Definite caratteristiche e proprietà della rete neutrale, analizziamo ora quale potrebbe essere il possibile perimetro (oggi) della rete neutrale, unica e “non verticalmente integrata” nel nostro paese. Dovrebbe trattarsi di una rete prevalentemente fissa, sia in fibra che con componenti wireless da trasmettitori fissi (fixed wireless access). La rete potrebbe nascere da un processo di aggregazione di tutte le reti fisse non dedicate a servizi specifici e attualmente gestite da Tim, Open Fiber e dagli altri operatori di rete fissa. La sua struttura potrebbe essere, a regime, molto diversa da quella della rete in rame Tim (sulla quale è stata finora sviluppata la rete primaria in fibra) con una rete primaria in fibra più lunga, ma anche con una intelligente utilizzazione, nel transitorio, della secondaria “corta” in rame. Siamo il paese al mondo con la lunghezza media della secondaria più corta e sarebbe sbagliato dimenticarlo.

L’accesso wireless in mobilità è un tipico territorio di confine: potrebbe far parte della rete neutrale con conseguente ottimizzazione della gestione dello spettro o caratterizzare, come avviene adesso, reti specializzate per il servizio mobile.

Una soluzione ragionevole, tenendo anche conto dei grandi investimenti in frequenze operati dagli operatori mobili negli ultimi anni e dalla necessità di mantenere alta la concorrenza infrastrutturale tra le reti mobili, potrebbe essere costituita dal conferimento della società delle torri per reti mobili alla rete neutrale, tenendo le frequenze e il servizio mobile al di fuori del perimetro.

Anche le reti di broadcasting radio-tv sono un chiaro esempio di reti-servizio da tenere fuori della rete neutrale. Si tratta, per altro, di reti la cui ossatura è costituita da trasmettitori ad alta potenza e localizzati ad alta quota e dunque poco adatti alla struttura di rete distribuita e con trasmettitori di bassa potenza caratteristica del 5G; sono reti (inclusa la fibra che a volte ne costituisce la rete di trasporto) palesemente costruite “attorno” a un servizio specifico e difficilmente integrabili nella rete neutrale.

Veniamo infine al personale delle aziende che conferirebbero alla rete neutrale le proprie infrastrutture fisse. Lo sviluppo della rete neutrale (e unica) tende a ridurre lo spazio competitivo per il servizio di mera connessione a Internet (esigenza pienamente servita dall’operatore wholesale only). Dunque, il personale attualmente dedicato alle attività di vendita alla clientela “retail” (domestica o business) dovrà essere destinato a nuove attività e, in particolare, all’attività di vendita e assistenza post-vendita della rete neutrale rivolta al nuovo mercato “retail” dello scenario 5G, ovvero le reti-servizio. Dunque, contrariamente a quanto immaginato fino a oggi, una larghissima porzione Autore: La Voce Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online