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Il buco dell'ozono ha raggiunto la sua massima estensione: lo studio

Primo Piano
·2 minuti per la lettura

“Il buco dell'ozono ha raggiunto la sua massima estensione in ampiezza e profondità nel 2020”. È quanto conclude uno studio del Copernicus climate change service (uno dei sei servizi tematici forniti dal programma Copernicus dell'Unione europea) coordinato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio da parte della commissione Europea.

Le concentrazioni di ozono nella stratosfera si sono ridotte fino a valori prossimi alla zero in Antartide: si tratta di un terzo, circa, del valore medio.

La riduzione ha avuto luogo soprattutto “intorno ai 20-25 km di altitudine (50-100 hPa), con la profondità dello strato di ozono appena inferiore a 100 unità Dobson, circa un terzo del valore medio”, si legge nello studio. La causa è “un vortice polare forte, stabile e freddo”.

VIDEO - Il buco dell’ozono più piccolo degli ultimi decenni

Il buco dell’ozono del 2020 come quello del 2018

“Il modo in cui si sviluppano cambiamenti nel buco dell'ozono ogni anno è molto variabile - commenta Vincent-Henry Peuch, direttore di Copernicus atmosphere monitoring service - e il buco dell'ozono del 2020 assomiglia a quello del 2018” che “era abbastanza grande e tra i primi della classifica degli ultimi quindici anni”.

“Con i raggi del sole che sono tornati verso il Polo Sud nelle ultime settimane, abbiamo assistito a una continua riduzione dell'ozono nell'area - ha continuato Peuch - dopo il buco dell'ozono insolitamente piccolo e di breve durata nel 2019, favorito da condizioni meteorologiche speciali, ne stiamo registrando uno piuttosto grande anche quest'anno, il che conferma che dobbiamo continuare ad applicare il protocollo di Montreal che vieta le emissioni di sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono”.

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Le conseguenze di un buco dell’ozono troppo esteso

Si legge ancora nello studio di Copernicus: “Lo strato di ozono stratosferico funge da scudo, proteggendo dalle radiazioni ultraviolette potenzialmente dannose, è della massima importanza monitorare i cambiamenti”. Inoltre vengono tenute sotto controllo anche “la quantità di radiazioni Uv che raggiungono la superficie terrestre, che dipendono anche dalle nuvole e dagli aerosol nell'atmosfera”.

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