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Il caso della cronista sportiva molestata in diretta (e del collega che ha minimizzato)

·5 minuto per la lettura

AGI - Le immagini rimbalzano sui social e non lasciano margine a dubbi: un tifoso viola uscito dallo stadio in cui la Fiorentina è stata sconfitta fuori casa dall'Empoli palpeggia la cronista sportiva di Toscana Tv Greta Beccaglia. La giornalista lo riprende dicendogli che "Non puoi fare questo, mi dispiace" e per tutta risposta il collega in studio le dice di "non prendersela".

Il video, diventato virale appena 24 ore dopo che in tutto il mondo si è celebrata la giornata contro la violenza sulle donne, ha sollevato un'ondata di indignazione, di cui si sono fatte portavoce anche molte parlamentari italiane. E sui social c'è chi chiede che la società calcistica, la tifoseria, ma anche il giornalista in studio e soprattutto il palpeggiatore siano chiamati a rispondere dell'accaduto.

Beccaglia ha voluto raccontare la versione dei fatti su Instagram; “Abbiamo da poco terminato la diretta. Nel post-partita sono uscita dallo stadio per aspettare i tifosi. Purtroppo hanno iniziato a urlarmi cose non carine mentre io ero a lavoro, mentre io ero in diretta e uno si è anche permesso di tirarmi uno schiaffo sul culo. Questa è una cosa inaccettabile, soprattutto nel 2021, quando una ragazza come me si fa un mazzo così per diventare giornalista, per raggiungere il suo obiettivo e queste persone non esistono”.

Giorgio Micheletti, conduttore della trasmissione, ha spiegato al Corriere della Sera la sua reazione: “Il nostro errore è stato prima di tutto organizzativo, non avremmo dovuto lasciare la nostra giornalista da sola in mezzo a una folla di ‘esseri' con un quoziente intellettivo sotto lo zero – ha detto – Il mio intento, quando l'ho invitata a non prendersela, era quello di alleggerire per aiutare la poca esperienza che ha Greta nel gestire una situazione difficile come quella che ha dovuto affrontare. Ho pensato prima a lei lavorativamente parlando, perché aveva la pressione psicologica di dover gestire una diretta, ho provato a tranquillizzarla, non volevo minimizzare l'accaduto, ma evitare che potesse accaderle qualcosa di peggio”.

"Quello che è successo a Greta Beccaglia non è accettabile, non può essere derubricato in alcun modo. È un episodio di violenza vera e propria che va condannato senza esitazioni. Alla giornalista va la mia solidarietà" ha scritto il presidente della Camera Roberto Fico, su Twitter.

"Vergognoso l'episodio accaduto ieri alla giornalista Greta Beccaglia a Empoli. Gravi le parole del conduttore, giustamente stigmatizzate dall' Ordine dei giornalisti della Toscana. Quando parliamo di necessità di cambiare modello culturale è esattamente di questo che parliamo. Solidarietà alla giornalista" scrive su Twitter la vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia e diritti del Pd, Anna Rossomando.

 — Myrta Merlino (@myrtamerlino) November 28, 2021Due uomini. Uno la palpeggia senza remore, l'altro le dice "non te la prendere".

Come se tutto fosse normale e magari colpa sua che si offende. Un episodio vergognoso specchio di una società ancora misogina. Tutti gli UOMINI devono condannare questo schifo!! #GretaBeccaglia pic.twitter.com/0vyb9JMpLj

"Prima le hanno toccato il sedere, in diretta televisiva. Poi, di fronte alle sue domande sulla partita tra Empoli e Fiorentina, hanno iniziato a commentare il suo aspetto fisico. Infine, dallo studio, anziché esprimere condanna e solidarietà, le hanno detto questo: 'Non prendertela'. In quello che è accaduto alla giornalista Greta Beccaglia c'è davvero tutto" denuncia la tesoriera di +Europa, Maria Saeli. "Solidarietà alla giornalista. Le autorità devono al più presto individuare l'autore del gesto, denunciarlo e applicare il Daspo: nessuna tolleranza verso chi molesta le donne".

 — Maria Elena Boschi (@meb) November 28, 2021Solidarietà a #GretaBeccaglia, la giornalista di ToscanaTv molestata da un tifoso mentre stava svolgendo il suo lavoro. Comportamenti simili non sono “bravate” ma #molestie. Nessuno si può prendere la libertà di toccare una donna senza il suo consenso.

"Prima le molestie, poi l'umiliazione: 'Non prendertela'. È lo specchio di una società in cui le donne sono costrette a subire e pure a tacere. Si apra un'inchiesta" cheide Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo.

"Una giornalista viene molestata in diretta, il suo collega in studio sminuisce il fatto con 'non te la prendere, si cresce anche con queste esperienze'. Uno schiaffo sul fondoschiena e frasi sessiste non sono l'equivalente di un master, ma un atto di violenza! L'ordine dei giornalisti deve intervenire sulla base di un dovere deontologico, prima che professionale e personale, a cui il giornalista deve attenersi. Per la Lega ogni giorno è il 25 novembre, chiederemo di andare a fondo sulla vicenda finché la dignità di Greta Beccaglia - e di tutte le donne costrette a subire simili trattamenti ogni giorno - possa ottenere il giusto risarcimento" dice la deputata Laura Ravetto, responsabile dipartimento Pari opportunità della Lega.

 — Stefania Sperandio (@StefaniaC11) November 28, 2021L'unica differenza è che stavolta c'era una telecamera accesa, quindi non potete dire "esagerata", "fa la vittima", "vuole far parlare di sé", "sicuramente lei gli aveva sorriso", che è quello che di solito in tanti dite a chi ha il coraggio di raccontare #GretaBeccaglia

"Quanto accaduto non è degno di un Paese civile. A pochi giorni dalla Giornata contro la violenza sulle donne non dovremmo solo indignarci ma pretendere che un fatto del genere sia fermamente condannato da uomini e donne come atto di violenza, mentre fa orrore che un collega sminuisca l'episodio in diretta definendolo un momento di crescita. Sia fatta chiarezza nelle sedi opportune sulla posizione del giornalista, da parte nostra ci sarò la massima collaborazione per andare in fondo alla vicenda e pretendere che tali episodi, in qualsiasi contesto, non restino impuniti". Cosi' le senatrici della Lega in Commissione d'inchiesta sul femminicidio Valeria Alessandrini, Marzia Casolati e Lina Lunesu. 

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