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Il ciclo del credito e l'eliminazione degli zombi

·7 minuto per la lettura

Le principali banche centrali amano pensare che, attraverso un'attenta gestione dei tassi d'interesse, abbiano domato i cicli economici i quali portano a periodiche recessioni economiche. Invece sono solo riuscite a seppellire le prove.

Per apprezzare la portata della loro illusione bisogna capire la fonte dell'instabilità economica. Nei tempi moderni è sempre stata trainata da un ciclo del credito bancario. In questo articolo viene spiegato il ruolo delle banche commerciali in questo senso e ne viene riesaminato l'effetto sui settori economici non finanziari nel contesto del Triangolo di Hayek.

Con le variazioni cicliche dell'economia sepolte sotto uno tsunami di valuta fiat, gli operatori di mercato sono ignari dei pericoli di una flessione ciclica dei prestiti bancari e delle conseguenze che ne derivano.

Questo articolo dà al problema il suo contesto economico e monetario. Conclude che il sistema bancario globale è orribilmente sovraindebitato e, con l'evidenza empirica come nostra guida, sull'orlo di una contrazione del credito bancario di proporzioni storiche che potrebbe indebolire l'intero sistema monetario fiat.

Introduzione

I lettori di quegli articoli che dissentono dall'analisi dei media generalisti potrebbero essere consapevoli che ci sono molte società zombi che prosperano solo grazie a tassi d'interesse bassi o al sostegno dello stato. La storia spesso va oltre: si tratta di imprese cariche di debiti improduttivi, vulnerabili all'essere sommerse e affondate da tassi d'interesse più alti. La portata del problema è senza dubbio maggiore di quanto la maggior parte delle persone pensi.

Siamo arrivati ​​al punto in cui le economie di tutto il mondo sono ingombrate da attività improduttive che altrimenti sarebbero state liquidate in un ambiente di tassi d'interesse non soppressi. Il processo di distruzione creativa di Schumpeter avrebbe fatto il suo lavoro. Senza di essa, la situazione attuale presenta enormi pericoli ora che con l'aumento dell'inflazione dei prezzi spingerà a salire i tassi d'interesse nei prossimi mesi. Le banche centrali sembrano essere consapevoli di questo pericolo, data la loro evidente riluttanza a consentire un aumento anche minimo dei tassi. Il rialzo dei tassi d'interesse farà anche saltare in aria la loro narrativa, secondo cui sono riusciti a domare i cicli economici.

Teoria Austriaca del ciclo economico

Sembra che i banchieri centrali ed i loro consulenti non siano a conoscenza della teoria Austriaca del ciclo economico, o la considerino irrilevante. Questa teoria punta il dito contro l'espansione del credito e ho sempre sostenuto che per questo motivo dovrebbe essere descritto come un ciclo del credito – un ciclo ripetitivo di espansione e contrazione del credito bancario piuttosto che come un ciclo commerciale (Mises) o un ciclo economico (Austriaci moderni). La causa principale può essere attribuita al comportamento umano di una coorte di banche commerciali che reagisce ad eventi e informazioni, ma i banchieri non sono l'unica parte coinvolta. Gli economisti della scuola Austriaca, come Mises e Hayek, hanno anche spiegato come siano colpite le imprese. E Hayek ci ha anche insegnato che la spiegazione può passare attraverso un triangolo, con il time to market per la produzione di beni di consumo sull'asse X e la spesa immediata dei consumatori sull'asse Y. Il fattore di oscillazione è il rapporto tra consumo immediato e posticipato (risparmio), il quale invia segnali vitali all'industria sul comportamento dei consumatori.

In un dato momento l'investimento viene effettuato a spese del consumo, perché l'investimento nella produzione viene finanziato attraverso il risparmio o il consumo posticipato. Ne consegue quindi che un aumento del risparmio porta ad un calo dei consumi e ad una maggiore disponibilità di capitale. A sua volta, ceteris paribus, l'aumento dell'offerta di capitale abbassa i tassi d'interesse, alterando radicalmente i calcoli aziendali.

Più tempo impiega un prodotto per essere terminato, maggiore è il costo del finanziamento della sua produzione. Un impianto di produzione preesistente può essere finanziato in termini di flussi di cassa della produzione attuale, ma una nuova proposta di produzione richiede tempo per l'impostazione ed il prodotto finale potrebbe richiedere anni prima che possa uscire dalla linea di produzione. L'abbassamento del tasso d'interesse, la conseguenza di un aumento del risparmio, consente ad un imprenditore di considerare strategie aziendali a più lungo termine, come la costruzione di uno stabilimento completamente nuovo piuttosto che l'adeguamento di una struttura esistente.

Il lasso di tempo più lungo consentito da livelli di risparmio più alti è illustrato dalla linea tratteggiata nel grafico qui sopra. A livello di economia più ampia, l'intero profilo produttivo di una nazione cambia, ponendo maggiore enfasi sulle fasi di produzione precedenti e meno su quelle finali. Pertanto le vendite di beni intermedi finalizzate al miglioramento della qualità del prodotto e alla riduzione dei costi supereranno le vendite di quelli al dettaglio, i quali soffriranno di un calo dei consumi diretti. Anche in questi tempi inflazionistici una comprensione del concetto hayekiano spiega i relativi successi del dopoguerra delle economie tedesca e giapponese, le quali rispetto agli anglosassoni erano guidate dal risparmio e non dalla politica keynesiana di fare la guerra al risparmio.

Nel mondo fortemente finanziarizzato di oggi, forse il Triangolo di Hayek potrebbe sembrare meno rilevante rispetto al contesto monetario più solido degli anni '30, quando Hayek insegnava alla London School of Economics. Inoltre quantità crescenti di credito bancario sono ormai assorbite dagli stessi consumatori ed il finanziamento industriale si è spostato da una dipendenza dal credito bancario e dalle obbligazioni societarie alla partecipazione al capitale, facilitato dall'evoluzione dei mercati finanziari negli ultimi quarant'anni.

Oltre a questi cambiamenti evolutivi nel prestito bancario, c'è stata l'espansione della base monetaria da parte delle banche centrali; ed in questo attuale ciclo del credito, le banche hanno sempre più ampliato il credito a favore dello stato rispetto al debito commerciale.

Il mondo delle valute e del credito fiat si è evoluto dai tempi in cui esisteva una sorta di gold standard e le persone si comportavano come se le loro valute fossero fondamentalmente sane. Fu allora che Hayek ideò il suo triangolo per spiegare la teoria Austriaca dei cicli economici. Anche se ci sono stati cambiamenti significativi nell'ambiente economico e monetario, le forze motrici che guidano i cicli del credito esistono ancora; sono solo un po' diverse.

In questo articolo tratterò i vari aspetti del ciclo del credito più rilevanti, guardandoli dagli interessi dei principali soggetti economici coinvolti: le imprese, le banche commerciali e le banche centrali.

L'origine delle variazioni del credito bancario

Come qualsiasi altro essere umano, un banchiere commerciale è guidato non solo da semplici fattori commerciali ma anche soggettivi. Per quanto riguarda le politiche di prestito, l'equilibrio tra paura delle perdite e avidità di profitto varia in base alla sua visione del rischio di prestito. Inoltre presta molta attenzione alle azioni dei suoi concorrenti, cementando un alto grado di pensiero di gruppo nella sua strategia bancaria. La paura delle perdite è sempre maggiore quando c'è una crisi economica, la quale mette a rischio il capitale della banca. Nel descrivere la risposta di un banchiere a condizioni mutevoli, utilizzeremo la fine di una crisi dell'attività commerciale come punto di partenza ciclico.

La percezione del rischio da parte di un banchiere commerciale cambia durante l'intero ciclo del credito e viene riassunta nella seguente sequenza:

  • Al culmine di una recessione una banca si curerà dei crediti inesigibili che saranno stati ingigantiti dalle perdite subite dagli azionisti della banca a causa del forte indebitamento. Se la banca sopravvive alla crisi, sarà perché aveva limitato la sua operatività prima che le condizioni economiche si fossero completamente deteriorate nel precedente ciclo del credito. Forse aveva richiamato i prestiti prima dei suoi concorrenti, beneficiando in tal modo della liquidazione delle garanzie prima che calassero i valori degli asset finanziari. Un approccio prudente al prestito porterebbe una banca a trovarsi in una posizione forte rispetto ai suoi concorrenti nella parte finale del ciclo economico.

  • Inizia un processo di riallocazione del capitale, dalle attività in perdita ad un'implementazione più redditizia. Questo processo viene alimentato da esperti in lavoro concorsuale e ristrutturazioni aziendali. E quelle figure professionali con un passato consolidato sono ricercate dalle banche per recuperare un po' di valore dai loro crediti inesigibili. Per facilitare il processo, le banche iniziano a farsi convincere da questi professionisti ad estendere il credito a sostegno delle operazioni di rifinanziamento. A parte questi casi, le banche generalmente non sono disposte a concedere crediti extra, anche sotto forma di capitale circolante a breve termine, a mutuatari industriali.

  • Il processo di riallocazione del capitale, da imprese ristrutturate non redditizie ad imprese ristrutturate potenzialmente più redditizie, porta alla contrazione del credito bancario, la cessazione e l'inizio delle prime fasi della sua espansione. I banchieri sono ancora riluttanti a rendere il credito ampiamente disponibile, ma la graduale stabilizzazione delle condizioni di prestito porta ai primi segnali di ritorno dell'ot Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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