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“Il clima è sempre più al centro degli investimenti”

Fabrizio Arnhold
·3 minuto per la lettura
“Il clima è sempre più al centro degli investimenti”
“Il clima è sempre più al centro degli investimenti”

Per Aberdeen Standard Investments lo scenario climatico è una componente basilare dell’attività di investimento. Dopo cinque anni dall’Accordo di Parigi molti obiettivi Esg devono ancora essere raggiunti

L’obiettivo dell’Accordo di Parigi sul clima era mantenere l’aumento della temperatura media globale entro i 2 gradi centigradi al di sopra dei livelli preindustriali e limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi centigradi. A dicembre è stato il quinto anniversario della firma ma i traguardi restano oggi un miraggio. “In qualità di fund manager, tenere conto dell’impatto del cambiamento climatico sul valore degli investimenti dei clienti fa parte delle nostre responsabilità”, spiega nella sua analisi Eva Cairns, Senior Esg Investment Analyst, Aberdeen Standard Investments. “Un impegno che prendiamo molto seriamente e che desideriamo approfondire attraverso una serie di articoli nelle prossime settimane”.

CAMBIAMENTO CLIMATICO E INVESTIMENTI

Nessuna promessa dell’Accordo di Parigi è stata oggi mantenuta. “Peggio ancora, secondo l’Emissions Gap Report 2020 delle Nazioni Unite, in assenza di un intervento drastico le temperature potrebbero in realtà aumentare di oltre 3°C nel corso di questo secolo”, continua Cairns. Tra le cause, mancano i soldi. “L’International Energy Agency stima che il mondo dovrebbe allocare da subito circa 3.500 miliardi di dollari Usa all’anno per finanziare la decarbonizzazione del sistema energetico globale con la velocità e la portata previste dall’Accordo di Parigi”, prosegue l’esperta di ASI. Attualmente viene investita la metà di questa cifra.

AZZERARE LE EMISSIONI ENTRO IL 2050

Se è vero che le premesse non sono delle migliori, il futuro lascia spazio all’ottimismo. Aberdeen Standard Investments sottolinea come il neoeletto presidente Biden ha già firmato il rientro nell’Accordo di Parigi e anche la Cina ha proclamato lo scorso autunno l’impegno ad azzerare le proprie emissioni entro il 2060. Anche l’Europa si muove in questo senso, con il Green Deal da 1.000 miliardi di euro. Secondo il Gap report dell’Onu, il cambiamento più significativo del 2020 è risultato essere l’aumento delle aziende, delle città, delle università e di altri soggetti privati e pubblici che hanno assunto l’impegno di azzerare le emissioni entro il 2050.

TRANSIZIONE ENERGETICA AVVIATA

Le innovazioni del settore privato hanno iniziato a trascinare verso il basso i prezzi delle energie rinnovabili come l’energia solare. “Dal settore dell’oil&gas a quello delle costruzioni, dal retail ai servizi di pubblica utilità, è probabile che un’analisi approfondita del futuro quadro climatico assumerà importanza crescente nel valutare l’approccio dei diversi settori alla transizione energetica e sarà fondamentale per contribuire a identificare le aziende migliori e peggiori in questi settori”, precisa la Senior Esg Investment Analyst, Aberdeen Standard Investments.

QUALI OPPORTUNITÀ IN OTTICA INVESTIMENTO

Per Aberdeen Standard Investments, il rapido aumento della domanda di soluzioni d’investimento in linea con gli impegni di Parigi è un aspetto cruciale. Gli impegni dell’azienda sono già incorporati nei piani di spesa in conto capitale a breve termine? Si limitano alle proprie emissioni oppure comprendono anche quelle dei fornitori? “Riteniamo che esistano diversi percorsi che intersecano la via verso la sostenibilità e gli investitori devono essere consapevoli delle implicazioni di ciascuno”, conclude Eva Cairns. “In ASI, lo scenario climatico è una componente basilare dell’attività di investimento”. La domanda di soluzioni di investimento orientate al clima e al rispetto dei parametri Esg è in rapido aumento. La sfida è quella di riuscire a beneficiare della transizione energetica.