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Il Consiglio di Stato "salva" l'ex Ilva di Taranto

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TARANTO, ITALY - JUNE 06: Views of the plant on June 06, 2021 in Taranto, Italy. Ilva has been, for almost the entire 20th century, Italy's largest steel producer and one among the largest in Europe. Recently the two former owners of  Ilva, Fabio and Nicola Riva, have been sentenced to 22 and 20 years in jail respectively for allowing the plant to produce deadly pollution for the population. (Photo by Donato Fasano/Getty Images) (Photo: Donato Fasano via Getty Images)
TARANTO, ITALY - JUNE 06: Views of the plant on June 06, 2021 in Taranto, Italy. Ilva has been, for almost the entire 20th century, Italy's largest steel producer and one among the largest in Europe. Recently the two former owners of Ilva, Fabio and Nicola Riva, have been sentenced to 22 and 20 years in jail respectively for allowing the plant to produce deadly pollution for the population. (Photo by Donato Fasano/Getty Images) (Photo: Donato Fasano via Getty Images)

Il potere di ordinanza d’urgenza del sindaco di Taranto è stato esercitato in assenza dei presupposti di legge. È per questo che il Consiglio di Stato ha annullato l’ordinanza sull’ex Ilva del 27 febbraio 2020, con cui il sindaco tarantino aveva ordinato al gestore e al proprietario dello stabilimento siderurgico “ex Ilva”, di individuare entro 60 giorni gli impianti interessati da emissioni inquinanti e rimuoverne le eventuali criticità, e qualora ciò non fosse avvenuto di procedere nei 60 giorni successivi alla “sospensione/fermata” delle attività dello stabilimento.

Proseguirà quindi l’attività dell’ex Ilva a Taranto. La decisione del Consiglio di Stato annulla la sentenza del Tar di Lecce consentendo la prosecuzione della produzione nello stabilimento di Taranto

Secondo Palazzo Spada, non sono emersi “fatti, tali da evidenziare e provare adeguatamente che il pericolo di reiterazione degli eventi emissivi fosse talmente imminente da giustificare l’ordinanza contingibile e urgente, oppure che il pericolo paventato comportasse un aggravamento della situazione sanitaria nella città di Taranto, tale da indurre ad anticipare la tempistica prefissata per la realizzazione delle migliorie” dell’impianto.

Il Consiglio di Stato pertanto pur senza negare la grave situazione ambientale e sanitaria da tempo esistente nella città di Taranto, già al centro di vicende giudiziarie penali e di una sentenza di condanna dell’Italia da parte della Corte Europea dei Diritti Umani (relativa però alla precedente gestione dello stabilimento, rispetto alla quale le misure intraprese negli ultimi anni hanno segnato “una linea di discontinuità”), ha concluso che “nella specie il potere di ordinanza abbia finito per sovrapporsi alle modalità con le quali, ordinariamente, si gestiscono e si fronte...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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