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Il Coronavirus è artificiale? Tutti i dubbi sulla virologa Li-Meng Yan

Primo Piano
·3 minuti per la lettura
Li-Meng Yan
Li-Meng Yan

La sua teoria ha fatto il giro del mondo. Secondo la virologa cinese Li-Meng Yan, il Covid-19 sarebbe stato creato in laboratorio a Wuhan. Un'ipotesi da sempre smentita dagli scienziati di tutto il mondo, eppure più volte circolata nelle tesi complottiste e ripresa dal presidente Usa Donald Trump e dal suo staff.

Si tratta di una bufala anche questa volta? Molti i dubbi sollevati, a partire dal sito Open che ha realizzato un approfondito fact-checking.

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Il problema delle fonti

Nello studio si afferma che “la struttura del virus ha caratteristiche biologiche che non sono compatibili con un virus di origine animale", e che gli studi che lo provano sono censurati dalle riviste ‘peer reviewed’, cioè quelle che fanno revisionare gli articoli da scienziati indipendenti prima della pubblicazione. In realtà, scrive Open, "le riviste serie che eseguono un controllo rigoroso degli studi non hanno ancora trovato un testo che sostenesse l’origine artificiale di questo virus, senza che fosse basato su dati errati, incompleti o falsati dai pregiudizi dei ricercatori". E anche nella ricerca di Li-Meng Yan e altri tre colleghi, le fonti riportate sono in buona parte preprint, ovvero in attesa di verifica e senza alcuna evidenza scientifica al momento.

"Stupidaggini travestite da scienza"

Secondo Kristian Abndersen, primo autore di una ricerca pubblicata da Nature Medicine che dimostra invece l’origine naturale del virus, i ricercatori cinesi hanno firmato lo studio scegliendo solo i dati che confermavano la loro teoria: “Usano un linguaggio tecnico impossibile da decifrare per chi non è un addetto ai lavori, sono stupidaggini travestite da scienza”.

Arinjay Banerjee, virologo della McMaster University, spiega un altro problema di fondo presente nel report. Gli autori indicano la presenza di una classe di enzimi – “restriction site” – che proverebbero la narrazione del virus creato in laboratorio, ma come spiega Banerjee tutte le sequenze in natura le hanno, e non bisognerebbe sorprendersi del fatto che Sars-Cov-2 li contenga.

L'ombra di Steve Bannon

In una intervista a Fox News, in luglio, la giovane ricercatrice ha sostenuto di avere denunciato all'università di Hong Kong la capacità del virus di trasmettersi da uomo a uomo, ma le sarebbe stato detto di tacere. Accuse che la stessa università ha definito "false e infondate".

Le tesi di Li-Meng Yan sono state poi rilanciate dal podcast di Steve Bannon ad agosto. Già, proprio lui, lo spin doctor noto per aver contribuito alle campagne di propaganda di Trump. E ci sarebbe sempre Bannon dietro alle due società che hanno pubblicato il report, la Rule of Law Society e la Rule of Law Foundation di New York, insieme a Guo Wengui, un miliardario cinese fuggito negli Stati Uniti e accusato dalle autorità di Pechino di corruzione e altri reati.

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La censura di Twitter

Anche Twitter sembra non crede al report. Il social network ha censurato e cancellato l'account di Li-Meng Yan nell'ambito della "lotta alle fake news", pur senza indicare il motivo specifico. Secondo alcuni, la cancellazione sarebbe stata provocata dalla mancanza di prove scientifiche, condivise da altri studi, che avvalorino la ricerca della virologa, firmata con altri tre cinesi, del tutto sconosciuti.

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