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Il coronavirus fa diventare a rischio anche le obbligazioni di qualità

Virgilio Chelli
Il coronavirus fa diventare a rischio anche le obbligazioni di qualità

J.P. Morgan AM avverte gli investitori in obbligazioni che anche la qualità dei titoli USA Investment Grade è messa in discussione mentre la recessione diventa una certezza. Solo forti misure fiscali globali possono stabilizzare i mercati

L’avversione al rischio alimentata dalla diffusione del virus sta cambiando le carte in tavola sui mercati e perfino porti considerati ultra-sicuri come i titoli del Tesoro americano non sono più considerati tali dagli investitori che si muovono sempre più verso il cash. Mentre in Cina la diffusione del virus ha frenato, e l’attività economica riprende, nel resto del mondo si sta intensificando. La dichiarazione di pandemia dell’OMS si è aggiunta al crollo del petrolio causato dalla guerra dei prezzi aumentando la volatilità. Intanto le Banche Centrali corrono ai ripari per attutire lo shock. Ma manca ancora all’appello il fattore determinante che si chiama politica fiscale, a livello globale.

ANCHE LA RESILIENZA DEL CREDITO DI ELEVATA QUALITÀ VIENE MESSA ALLA PROVA

E’ la fotografia della situazione scattata dal Bond Bulletin Settimanale del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, secondo cui il quadro delle valutazioni è cambiato, con la resilienza del credito di alta qualità messa alla prova. I titoli Investment Grade statunitensi hanno visto un aumento degli spread e stanno iniziando a denotare un comportamento più simile a quello degli attivi più rischiosi, mentre il calo del prezzo del petrolio ha comportato una brusca reazione nei prezzi degli spread dell’High Yield e del debito dei Mercati Emergenti. Inoltre, l’importante rally del debito sovrano core, con conseguente caduta dei rendimenti, spinge a chiedersi se i titoli di Stato possano ancora offrire una copertura ai livelli attuali.

GLI INVESTITORI SI MUOVONO VERSO PORTI CONSIDERATI PIU’ SICURI COME I FONDI MONETARI

Il Bond Bullettin di J.P. Morgan AM osserva che i flussi hanno subìto una contrazione non solo nelle azioni e nel credito High Yield, ma anche nei fondi di credito di alta qualità, con gli investitori che si muovono in massa verso porti considerati ancora più sicuri come i fondi monetari, che hanno registrato quasi 79 miliardi di USD di flussi in entrata nella settimana al 9 marzo, rispecchiando la domanda di attivi liquidi in tempi incerti. Anche la liquidità è stata messa a dura prova perché i mercati primari si sono sostanzialmente fermati e i mercati secondari esigono un prezzo più elevato.

Quali opportunità sulle valute emergenti dopo il coronavirus

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LA RECESSIONE ORMAI È UNA CERTEZZA, CONTINUARE A MANTENERE UN ATTEGGIAMENTO PRUDENTE

Secondo gli esperti di J. P. Morgan AM tutto questo per gli investitori obbligazionari implica un abbassamento del livello di protezione che la duration è in grado di offrire. Questo perché non si è ancora verificato l’evento ritenuto necessario ad aiutare la stabilizzazione dei mercati, vale a dire un intervento fiscale che non si limiti ai Paesi entrati in emergenza. Secondo la grande casa il rischio di recessione è aumentato concretamente e la domanda non è più se l’economia globale potrà entrare in una recessione, ma quanto potrà durare e quanto potrà essere profonda. Per questo la raccomandazione è di continuare a mantenere un posizionamento prudente.